Mi pare di aver già scritto, in questa sede, che non si muore fin quando qualcuno sarà in grado di conservare il ricordo di noi.
Per questo saluto per l’ultima volta Maurizio Barbieri, valoroso meccanico Ferrari spentosi a 67 anni di età.
Maurizio fini’ sui giornali per un episodio accaduto quasi in coda a quel tragico week end del 30 aprile-1 maggio 1994.
Dopo la fine di Ratzenberger al sabato e dopo lo schianto di Senna al Tamburello, la corsa comunque riprese.
E mentre in una agghiacciante atmosfera ormai stava trapelando la notizia della morte di Ayrton, una rovinosa carambola ai box dilato’ ulteriormente il panico.
Qualcosa non funzionò nel cambio gomme della Minardi di Alboreto e una ruota impazzita colpi’ alla testa Barbieri.
Sul momento, in un clima da Apocalisse che mai potrò dimenticare, ci dissero che il meccanico era spacciato.
Per fortuna non era vero e più in là Barbieri ebbe modo di riprendere il lavoro che amava.
Forse è per essere stato testimone di cose del genere, ecco, forse è per questo che io mai sono riuscito ad accanirmi nei confronti di operai metalmeccanici che magari hanno sbagliato a sistemare un musetto o a montare pneumatici.
Vale per la gente della Ferrari come della Haas, della Mercedes come della Williams.
A volte noi guardoni di cose da autodromo non ci rendiamo conto di quanto enorme sia la pressione che grava su questa gente, cui abitualmente si chiede di governare un pit stop in meno di tre secondi (tre secondi!!!).
Personalmente ho sempre colto un impasto umano in quei tizi con le mani sporche d’olio, in quei professionisti che di sicuro fanno un mestiere tanto complesso perché così ha suggerito loro la passione. Tanti tra loro sono miei amici: e posso assicurare che, sebbene non siano mai autorizzati a parlare in pubblico, si, posso assicurare che capiscono di corse molto più di me (e ci vuole poco, va bene) ma anche molto più di tanti altri. Quando uno di loro interviene qua sotto, senza dichiararsi, è sempre una goduria. Eh, saper cogliere le differenze!
Una volta Michael Schumacher disse: io affido ogni volta la mia vita a questa gente e so faccio bene.
Si riferiva anche a Maurizio Barbieri.