Lunedì 22 Luglio 2024

Francia alle urne, l'astensione potrebbe favorire la destra di Le Pen

Parigi, 6 lug. (askanews) - La Francia col fiato sospeso domenica torna alle urne per il secondo turno delle presidenziali, dopo una campagna elettorale breve e tesissima, con gli appelli finali dei leader di fronte alla possibilità che l'estrema destra del Rassemblement National vada per la prima volta al governo. Per scongiurarlo, le forze di sinistra unite nel Nuovo Fronte Popolare e i centristi del presidente Emmanuel Macron si sono messi d'accordo, obbiettivo sbarrare la strada al partito di Marine Le Pen. Un comportamento "immorale e antidemocratico" secondo Jordan Bardella, giovane delfino di Le Pen e candidato premier della destra, che chiede agli elettori di mobilitarsi. L'RN è uscito dal primo turno primo partito francese con il 33% dei voti contro il 28% della coalizione di sinistra e il 20 circa dei macroniani. Il sistema francese permette che al secondo turno si scontrino anche tre candidati e ci sono circa 500 seggi ancora in palio che dovevano essere decisi da triangolari. Ma il Nuovo Fronte Popolare e l'alleanza di Macron hanno deciso di procedere in ai cosiddetti patti di desistenza, ovvero in molti casi di ritirare il candidato più debole per convogliare i voti su quello che ha più speranze di battere l'avversario dell'RN. 409 seggi saranno gare a due. Adesso, i sondaggi suggeriscono che grazie a queste manovre, il Rassemblement National non avrà i numeri per ottenere la maggioranza assoluta. Il problema è che i conti non si fanno sulla carta ma ad urne chiuse, e molti elettori centristi fanno fatica a votare per la sinistra, e viceversa. Per questo, l'astensionismo potrebbe favorire Bardella. Il premier centrista uscente Gabriel Attal, del partito del presidente Macron, venerdì sera ha detto che un governo RN scatenerebbe "odio e violenza". Mentre Raphael Glucksmann, volto dei socialisti, ha avvertito: "la sera del sette luglio rischiamo un brutto risveglio, la minaccia di una maggioranza assoluta del Rassemblement National non è certamente da scartare". L'alternativa comunque rischia di essere l'ingovernabilità: già il Nuovo Fronte Popolare contro il rischio Le Pen ha riunito forze di sinistra molto disomogenee, pensare che formino un esecutivo con i centristi di Macron appare utopico.