Venerdì 19 Luglio 2024

Cultura e diversificazione per fermare i danni dell'overtourism

Genova, 13 giu. (askanews) - Turismo come opportunità di crescita per i territori, ma anche come danno irreparabile per le comunità: per trovare un punto di equilibrio tra queste forze contrapposte imprese e istituzioni sono chiamate a scelte coraggiose di politiche sostenibili. Se ne è discusso a Genova nel corso della decima tappa de "Il Giro d'Italia della Csr" l'evento itinerante del Salone della Csr e dell'innovazione sociale. Organizzata in collaborazione con "EticLab" e "Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura", la giornata di lavoro ha avuto nell'esperienze vissute nel territorio genovese, presentate da studiosi e imprese, la base di partenza per l'analisi di criticità e la proposta di alcune soluzioni. "Da qualche anno ci sono sempre più navi da crociera che arrivano a Genova - dice Renato Rovida, presidente di EticLab, associazione di aziende impegnate nella diffusione della cultura della responsabilità sociale d'impresa - Registriamo in città un movimento di turismo giornaliero molto più elevato degli anni passati. E quindi si tratta di decidere cosa vuol far Genova per evitare le ricadute dannose del overtourism. Noi di EticLab puntiamo a scelte di turismo sostenibile, un turismo anche di di tipo culturale, e non solo 'mordi e fuggi' con flussi di persone che non riescono a comprendere e apprezzare nulla, o quasi nulla, di quello che è il contenitore Genova". I lavori hanno offerto l'occasione per evidenziare anche criticità meno evidenti innescate dall'overtourism, come quelle relative alla sicurezza di luoghi e attività: si pensi, per esempio agli escursionisti che, improvvisati, si avventurano in percorsi e ambienti pericolosi. E si è discusso di possibili soluzioni. "Una soluzione può essere il 'de-marketing', ovvero fare delle politiche per ridurre l'afflusso di turisti, educando le persone - argomenta Lara Penco, docente di Economia e Gestione delle Imprese all'Università di Genova - Se il prodotto è un prodotto che crea dei pericoli, ebbene riduciamo l'afflusso delle persone facendo pagare un ticket, pr esempio, e spiegando bene alla persone come fruire del servizio e della specifica esperienza". Altra criticità di cui si è discusso è l'impatto della logistica funzionale ai servizi di ospitalità: per esempio dal trasporto delle merci per la ristorazione alla movimentazione della biancheria per i B&B. Dinamiche che determinano l'aumento della fragilità dei territori coinvolti. "Come risolverlo? Come hanno fatto alcune piccole città come Lucca, Amalfi, e come si sta cercando di implementare anche in alcuni centri della Liguria: spostando le merci a un centro di consolidamento, una specie di magazzino appena fuori dalla città; e fare entrare nei centri solo dei piccoli mezzi elettrici - prosegue Penco - In questo caso la CO2 si riduce e si disciplinano i flussi di spostamento con un beneficio per i turisti, per l'ambiente, e per il Paese" Dal confronto è emerso però che se l'evidenza delle criticità trova tutti d'accordo, le soluzioni proposte riflettono invece considerazioni e prospettive diverse. "Non so se bisogna veramente dissuadere il turismo; forse bisogna lavorare su un tipo di turismo più qualitativo: non il turismo mordi e fuggi, ma un turismo che davvero vede e scopre la città. Un turismo che immagina e pianifica le proprie visite, quindi senza innescare affollamenti in due ore in cui non ci si muove, per poi avere ore in cui non c'è nessuno - dice Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale - La cultura sicuramente attrae un tipo di turista che vuole dedicare tempo alle città, vuole scoprire, approfondire. Credo che per Genova il turismo sia un'opportunità importante. E' vero che ci sono dei momenti dove sembra che la città sia molto affollata, ma non ha i problemi di città come Venezia, che essendo chiusa in una laguna non può 'allargare' gli ambiti di interesse delle persone. Una città come Genova invece può immaginare e proporre più centri diversi di attrazione e interesse, e grazie a questa polifonia di centri si può quindi immaginare che il turismo non si concentri in un solo luogo" La tappa genovese ha chiuso il Giro d'Italia della CSR che, cominciato a febbraio, ha toccato dieci città - Roma, Torino, Gorizia, Teramo, Verona, Messina, Bologna, Bari e Cagliari - lungo un percorso ideale verso l'appuntamento nazionale de il Salone della CSR e dell'innovazione sociale in programma dal 9 all'11 ottobre a Milano, in Bocconi. Titolo della 12esima edizione del Salone e filo conduttore dei lavori è: "Sfidare le contraddizioni".