Vino
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Milano, 16 luglio 2015 - Una giornata o un week end dedicati alla scoperta delle tradizioni vinicole locali, tra nuove cantine e tenute storiche, lungo itinerari dedicati alla degustazione enologica. Percorrere le strade del vino significa seguire un percorso che si snoda fino alle più profonde radici del territorio. È questa l’essenza degli itinerari proposti dal Circuito Città d’Arte della Pianura Padana per scoprire le proprie città d’arte.

Appena fuori porta ecco l’occasione di vivere esperienze inebrianti a contatto con la natura e la storia, per scoprire antiche cantine di degustazione, visitare vigneti su colli punteggiati di rocche e castelli. Oppure perdersi in borghi medievali e trovare un’osteria che offre vino locale e una buona compagnia. È terra di grandi vini la Pianura Padana. Dal blasonato Franciacorta al popolare Lambrusco, dal poco conosciuto Erbaluce al notissimo Barbera, qui si producono bottiglie di ottima qualità. A iniziare dalla Lombardia, nell’area di Bergamo spicca la val Calepio, il cui nome parrebbe arrivare dal greco Kalos-Epias, che significa “terra buona, terra dolce”. In effetti, il terreno fertile, dal clima particolarmente mite grazie alla vicinanza del lago, regala il Valcalepio, che ha rappresentato la rinascita della produzione vinicola bergamasca. Nella fascia collinare del Comune di Scanzorosciate, da un vitigno autoctono e di tradizione antichissima, è invece prodotto il Moscato di Scanzo, riconosciuto come D.O.C.G con D.M. del 28 aprile 2009. Di colore rosso rubino carico, questo vino è ideale se abbinato con pasticceria secca e formaggi piccanti.

Nelle terre di Brescia, sono da ricordare le cantine della Strada dei vini e sapori del Garda, che producono Lugana, Garda Classico e San Martino della Battaglia, e la Strada vino colli dei Longobardi, che include anche vigne nel territorio della città di Brescia. È la Pusterla, il vigneto urbano produttivo più grande al mondo. Ma qui brilla intensa la stella della Strada del Franciacorta, che, toccando angoli suggestivi e borghi gioiello, regala uno dei vini più apprezzati al mondo.  Non c’è una strada del vino nel territorio di Monza, ma la produzione enologica più rilevante è sui piacevoli pendii di Montevecchia, dove da alcuni anni si è ricominciato a vinificare nel solco della secolare tradizione, combinata a tecniche moderne. Nel territorio di Lodi la Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani, 60 chilometri che nascono a Milano e arrivano a lambire le province di Cremona e Piacenza, molto ruota intorno al Colombano.  Per la produzione di questo vino, premiato nel 1984 con la DOC, vengono usate uve coltivate esclusivamente nella zona collinare che comprende i comuni di San Colombano al Lambro in provincia di Milano, Graffignana e Sant’Angelo, in provincia di Lodi, e Miradolo Terme e Monteleone in provincia di Pavia. Ma qui è la Strada dei vini e dei sapori dell’Oltrepò pavese l’itinerario più interessante. Un percorso che parte dalla pianura e si arrampica sulle prime pendici fino a raggiungere le più alte colline appenniniche. Le colline dell’Oltrepò sono la terza zona italiana per numero di ettari a vite e il primo bacino vitivinicolo della Lombardia, dove si produce il 55% del vino dell’intera regione. La Strada percorre colli bordati da vigneti centenari, punteggiati di pievi, chiese dagli alti campanili e castelli che si ergono maestosi. 

Sulle colline di Piacenza, c’è invece la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini. Da ovest verso est l’itinerario raggiunge la Val Tidone, la Val Trebbia, la Val Nure, la Val d’Arda, ricche di ville e castelli, borghi e villaggi suggestivi. Qui, il bianco Ortrugo e il rosso Gutturnio si abbinano a salumi e formaggi di gran nome e di grande qualità, ma anche a tartufi, patate, pomodori e numerose varietà di frutta antica che sopravvive alle moderne biotecnologie. Scendendo, la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma si sviluppa per circa cento chilometri nella fascia collinare tra la Val di Taro e quella dell’Enza. È il cuore della “Food Valley” parmense, dove prodotti che tutto il mondo ci invidia, come prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano, si abbinano alla Malvasia e agli altri vini Doc dei Colli di Parma. Senza scordare le altre produzioni tipiche di questa zona: il salame di Felino, la coppa di Parma e gli altri salumi della tradizione locale. Entrambe le strade di Reggio Emilia sono collegate a grandi vini. 

La Strada dei Vini e dei Sapori delle Corti Reggiane si sviluppa per 300 chilometri nelle terre della pianura, la Bassa, ricche di palazzi, castelli, piazze porticate e dipinti, testimonianze di un illustre passato. È il regno del Lambrusco, frizzante, fresco, caratteristico, perfetto accompagnamento dei prelibatezze della zona. La Strada dei Vini e dei Sapori Colline di Scandiano e Canossa si snoda invece per oltre 200 chilometri tra l’alta pianura e le colline a sud della Via Emilia, in un paesaggio che ricorda l’epoca di Matilde e produce ottimi vini, Sauvignon, Malvasia, Lambrusco, Chardonnay, Marzemino, Cabernet Sauvignon.  Anche a Modena sono due le vie dei vini. La Strada dei Vini e dei Sapori della Pianura modenese si sviluppa nelle terre basse, dove si produce il Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC e il Lambrusco di Sorbara DOC. Molte anche le varietà coltivate lungo la Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli Ciliegi”, che percorre il territorio collinare a sud della Via Emilia, tra Bologna e Modena. Sono capitanate dal vivace e rubino Lambrusco Grasparossa di Castelvetro” e dal Pignoletto, il più tipico dei bianchi bolognesi. Informazioni

di Graziella Leporati