La cattedrale di Cremona
La cattedrale di Cremona

Cremona, 29 ottobre 2015 - Qual'è il filo che lega il suono sublime di uno Stradivari al sapore caramelloso del torrone? E quale sfida secolare si consuma nel vis-à-vis che contrappone nella stessa piazza la maestosa facciata del duomo a quella austera del palazzo comunale? I mattoni d’argilla del Po, materia comune per edificare l’uno e per l’altro, mettono d’accordo spiritualità e potere temporale, mentre il Torrazzo è la sintesi perfetta dell’unione dei due estremi, della terra protesa verso il cielo, del rosso delle pietre che sfuma fino a smarrirsi nell’azzurro del cielo.

Il Torrazzo della Cattedrale di CremonaIl campanile simbolo riconosciuto della città dall’alto dei suoi centoundici metri vigila possente, mentre chi si inerpica fino a raggiungerne la sommità volge lo sguardo a Nord verso le Alpi o a Sud in direzione del grande fiume e degli Appennini. Cremona se ne sta lì, al centro, discreto e composto ombelico padano. Il sole ne ribadisce la medianità illuminando per intero la piazza solo a mezzogiorno, quando i raggi s’insinuano come frecce nel battistero. Di forma ottagonale pare l’imprescindibile pezzo di una scacchiera, attestato fra la chiesa e il municipio, passaggio obbligato per chi cerca la luce nella fede, ma anche forma essenziale per completare l’armonica architettura dell’insieme. Ed è la ricerca della sintesi perfetta quello che questa terra, lombarda ma anche emiliana e forse né completamente dell’una o dell’altra regione, esprime in ogni sua espressione, siano le melodie di un violino Stradivari, i colori degli affreschi del Pordenone, via via fino ai sapori e ai profumi nobili e contadini dei cibi che rallegrano il palato.

La Festa del Torrone a cremonaTroppo poco un solo giorno per scoprire Cremona. Equidistante da Milano e da Bologna, invasa nella settimana dal 21 al 29 novembre quando le bancarelle metteranno in mostra il meglio del torrone in occasione della festa che ogni anno si consuma (www.festadeltorronecremona.it), è la meta ideale per un weekend lungo. Giornate da dedicare alla scoperta dei magnifici affreschi che decorano le navate del duomo creando un insieme divenuto, semplificando e a beneficio dell’ingordo e distratto turista mordi e fuggi, la «Cappella Sistina del Nord Italia». Da qui, poco lontano, conviene spostarsi al Museo del Violino dove seguire l’evoluzione dello strumento per arrivare a sorprendersi e appassionarsi di fronte alla sottile, ma sensibile differenza fra uno Stradivari e un Guarneri, le due dinastie simbolo della tradizione e dell’ineguagliabile scuola di Cremona. Nelle botteghe che si affacciano sotto i portici o lungo le vie molti artisti-artigiani inseguono quell’esempio e li si vede all’opera, mentre musicisti provenienti da ogni angolo del pianeta entrano ed escono a testimoniare che Cremona non è solo tradizione, ma anche presente e futuro.

Pausa obbligata alla pasticceria Lanfranchi: si entra intimiditi da tanta sobria eleganza, fra vetrinette e arredi rimasti gli stessi nel tempo, e dove sorseggiare un the o una cioccolata calda seduti a un tavolino della saletta al primo piano invita al sorriso e alla contemplazione.

di UGO CENNAMO