Tartufo
Tartufo

Milano, 10 ottobre 2015 - Canterano in festa con gli aromi del bosco. Che sia la pasta  fresca fatta in casa oppure il classico uovo al tegamino, senza  dimenticare la bruschetta con il prelibato pane locale, il tartufo  nero pregiato e il tartufo scorzone saranno i grandi  protagonisti della Sagra in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre, nel piccolo e grazioso borgo dell’Alta  Valle dell’Aniene al confine con Subiaco e i Monti Simbruini.

Un evento che  da quest’anno diventa più “grande”: non più un giorno solo, ma un  intero fine settimana dedicato a un prodotto dal profumo e dal  sapore inconfondibili, fra i più amati a ogni latitudine. Il tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone, tutti rigorosamente  locali e raccolti nei boschi che circondano questo gioiello della  provincia di Roma incastonato sotto gli Appennini, esalteranno il  sapore delle bruschette, dei tonnarelli e delle uova, mentre il  corposo vino rosso della zona scorrerà a fiumi come a ogni festa  paesana che si rispetti; a fine pasto non mancheranno i cazzotti  fritti, un dolce tipico locale che a Canterano non manca mai nelle  occasioni importanti. La festa prenderà il via alle 15 all’interno di  stand coperti in un luogo magico, abitato da meno di 400 persone,  dove il tempo sembra essersi fermato, e si concluderà ogni sera con  divertenti spettacoli musicali. 

Raggiungere il 10 e 11 ottobre Canterano, che sorge tra la riva  sinistra dell’Aniene e in prossimità delle pendici dei monti Ruffi,  può diventare anche una buona occasione per andare alla scoperta  delle bellezze di un territorio unico. Da un lato, il paese si affaccia  sulla conca dell’affluente del Tevere, e lì è possibile ammirare  dall’alto i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica, oltre al  maestoso Monte Livata. Nelle giornate in cui il cielo è più limpido, è  possibile scorgere la parte bassa di Subiaco, quella alta di Cervara e  ancora il Monte Pillone. Canterano è circondato inoltre da una  natura incontaminata con boschi ricoperti di castagne e grandi  terrazze coltivate a viti, olivi, e nocciole. Da queste parti la presenza  dell’uomo ha origini antichissime che riportano addirittura alla  popolazione dei Pelasgi, nomadi provenienti dalla Mesopotamia  che, passando dalla Siria, si stabilirono sulle coste laziali fino alle  alture della Valle dell'Aniene. I resti di antiche mura poligonali  confermano questa tesi e - proprio nei pressi di questi resti - è  possibile addentrarsi in profonde grotte sotterranee che, con ogni  probabilità, furono utilizzate come riparo dalle popolazioni che per  millenni hanno abitato questi luoghi.