Medici, nessuna revoca dello sciopero senza atti concreti

Sindacati, 'bene Schillaci, ma subito aumenti e assunzioni'

"Siamo soddisfatti per l'apertura al dialogo da parte del ministro della Salute, attediamo una sua convocazione, ma lo sciopero proclamato per il 5 dicembre non può essere revocato senza segnali concreti e se non si passa dalle parole ai fatti. Potremmo revocarlo solo a fronte di una risposta concreta alle nostre richieste e le richieste sono, innanzitutto, la detassazione e l'aumento degli stipendi dei medici ed una azione concreta su assunzioni e tetti di spesa". Lo afferma all'ANSA Pierino Di Silverio, segretario del sindacato dei medici ospedalieri Anaao-Assomed, che ha proclamato lo sciopero insieme al sindacato Cimo-Fesmed. "C'è sempre stato un dialogo col ministro Schillaci, ma probabilmente - ha sottolineato Di Silverio - il problema non è il ministro; ci sono infatti discrepanze tra ciò che il ministro vuole fare e le oggettive possibilità e volontà del governo. Alla fine nella manovra c'è ben poco di quello che si chiede". Secondo il leader sindacale, infatti, anche i soldi che sono stati messi per i contratti "sono stati parcellizzati destinandoli a tutto il comparto e rischiano di essere insufficienti per tutti". Invece, "avevamo chiesto un segnale politico in termini di aumenti e detassazione, ma questo segnale nei confronti dei medici non è arrivato". Inoltre, sottolinea anche Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed, "resta l'emergenza per il taglio delle pensioni e ci sono contraddizioni nelle varie dichiarazioni fatte ad oggi, attendiamo chiarimenti. Rimangono molti nodi da chiarire e su cui lavorare in modo concreto. Dunque, lo sciopero resta".