I segnali del cervello trasposti su tablet
I segnali del cervello trasposti su tablet

Siena, 17 marzo 2016 - LA MERAVIGLIA più recente è una bambina di sei anni che per la prima volta è riuscita a interagire con il padre, malato di Sla impossibilitato a usare il puntatore ottico. Quella del futuro, nemmeno troppo lontano, consentirà di controllare a distanza apparecchi elettronici solo con un gesto o un pensiero. È la fantascienza possibile di Liquidweb – azienda di Siena – la prima e unica al mondo a sviluppare la tecnologia ‘BrainControl’ applicata alle disabilità, e premiata nei giorni scorsi a Las Vegas con il ‘Microsoft health innovation award’, prestigioso premio di settore. Un 'joystick mentale', come da definizione di Pasquale Fedele, ingegnere informatico padre del progetto, che ha avuto l’intuizione di studiare la possibilità di comunicare attraverso le scariche elettriche emesse dal cervello umano.
 
LA LORO trasposizione su tablet, attraverso semplici elettrostimolatori, ha aperto nuove frontiere di dialogo con il mondo esterno ai pazienti locked in (ossia completamente paralizzati ma coscienti, circa cinque milioni di persone nel mondo) e ai malati di Sla che non riescono più a muovere le pupille e che quindi non possono utilizzare i sistemi funzionanti con le indicazioni dello sguardo. "Per moltissimi pazienti oggi non esiste alternativa a BrainControl – spiega Fedele – e la crescita degli studi scientifici sui nostri primi anni di vita è un supporto straordinario per un’attività in continua espansione". Su questo fronte, è appena partito un protocollo di studi clinici con cinque atenei italiani e due tedeschi. Con il Sant’Anna di Pisa e l’Università di Siena è in corso un progetto avanzato sulla robotica umanoide. Il riconoscimento di una multinazionale come Microsoft è arrivato sulla base del caso di scuola dell’esperienza con il ‘Montecatone rehabilitation institute’, un centro di Imola all’avanguardia nella cura di gravi lesioni spinali. 
 
"DA TRE anni ci siamo resi conto di avere in mano un’idea dalla potenzialità enorme – prosegue Fedele – e ogni nuovo paziente che riesce a trasmettere i propri pensieri, magari dopo anni di totale assenza, per noi è un successo straordinario". Ammette che il passo aziendale è "quello della formica", in attesa di partner industriali in grado di far compiere il salto di qualità. Ma la visione è già oltre il futuro: "BrainControl è il primo passo, perché in pochi anni saremo circondati da dispositivi sempre più sofisticati, robot in grado di fare tutto. E potremo controllarli sfruttando i nostri bio feedback, portando al massimo l’interazione uomo-macchina". È la scommessa di Pasquale Fedele, l’uomo che agli inizi della sua avventura si presentava in tv facendo decollare piccoli droni con i propri impulsi cerebrali e che ha ridato la forza di comunicare a chi ha perso ogni capacità di controllo del proprio corpo.