Marco Fabbri (a destra) e Giuseppe Travasoni, founder di Hello
Marco Fabbri (a destra) e Giuseppe Travasoni, founder di Hello

Bologna, 14 agosto 2015 - Immaginate di trovarvi a New York per la prima volta. Magari siete soli e tentate di orientarvi tra Harlem e Central Park: avete bisogno di informazioni o cercate qualcuno con cui condividere un iced coffee da Star Bucks. Sarebbe d'aiuto connettervi con il vostro smartphone a una chat esclusiva di Manhattan e contattare chi si trova a pochi passi da voi? Decisamente sì.

L'idea è venuta a Marco Fabbri, bolognese di 32 anni: creare un’applicazione 'mobile' che consentisse agli utenti situati nella stessa area di entrare in contatto fra loro. Con l'amico Giuseppe Travasoni si è messo al lavoro e nel giro di poche settimane è nata Hello , una app di messaggistica istantanea, completamente gratuita, in grado di generare chatroom - pubbliche e private - geolocalizzate.

COME FUNZIONA - Suona complicato? Forse. In realtà il funzionamento di Hello è molto intuitivo. Per accedere basta registrarsi con un profilo social. Una volta entrati l'app riconoscerà il luogo in cui ci troviamo tramite un sistema gps e ci inserirà di default nella ‘stanza’ corrispondente. Qui potremo dialogare con gli altri utenti, che con grande probabilità non conosceremo, ma che sicuramente avranno qualcosa in comune con noi. Se non altro, la collocazione geografica. Sarà possibile anche comunicare privatamente (one to one) e condividere contenuti (foto e video) come succede con le più comuni applicazioni social.

Facciamo un esempio: se siamo a Roma, Hello ci inserirà subito nella chat della Capitale. Potremo poi accedere ad aree di conversazione più specifiche e localizzate, legate a una piazza, a un evento, a una biblioteca. Sarà possibile partecipare ad una chat 'Trastevere' o una chat 'concerto del Primo maggio'. Occhio però, Hello non è per rimorchiare: lo scopo è conoscersi e interagire all'interno di uno spazio (virtuale e reale) comune.

IL TELETRASPORTO - Ma la nuova app offre una funzione ancora più interessante: il teleport. Se stiamo organizzando un viaggio a Berlino, potremo 'teletrasportaci' nelle chat della capitale tedesca ed entrare in contatto con chi si trova già in loco, magari per chiedere indicazioni e consigli. Al momento la piattaforma di Hello mette a disposizione una rete di luoghi precostituita. "Prossimamente - assicura Marco - gli stessi utenti avranno modo di suggerire i punti di interesse".

COM’E’ NATA - Da dove nasce l’idea di Hello? "E’ cominciato tutto negli anni '90 - racconta Marco, che lavora nell’informatica dall’età di 16 anni -. Internet era agli albori e io gestivo la chat di Bologna su IrcNet (Interet relay chat ndr), il sistema di messaggistica tra i più diffusi allora. Erano altri tempi: niente social network, i rapporti che si creavano in rete andavano al di là dello schermo”. Hello si ispira proprio a Irc: conoscenza e condivisione sono facilitati dalla georeferenziazione. L’idea è vecchia dunque. La tecnologia, naturalmente, nuova.

PRESENTE E FUTURO - Lanciata lo scorso aprile, Hello - disponibile per iOS e a breve in versione stabile anche per Android - conta già 14mila utenti in giro per il mondo (4,500 mila in Italia) ed è stata subito pubblicata con successo su Product Hunt. La start up omonima, fondata da Marco e Giuseppe e supportata da un team di amici, è tra le 10 finaliste di ItCup, il concorso che seleziona le migliori idee imprenditoriali innovative, organizzato da Registro.it del Cnr di Pisa. Le promesse per il successo digitale, dunque, ci sono tutte. L’ultima sfida? E’ il business to business. "Stiamo preparando il lancio dei servizi a pagamento per locali ed eventi", anticipa Marco. I privati potranno cioè sfruttare la nuova app per creare una community riservata ai clienti della loro struttura. Così Hello diventerà non solo sostenibile ma anche remunerativa: “I primi profitti? Puntiamo a gennaio 2016”.