Ogni anno vengono prodotte 100 tonnellate di rifiuti di plastica (Foto: dbimages/Alamy)
Ogni anno vengono prodotte 100 tonnellate di rifiuti di plastica (Foto: dbimages/Alamy)
Un team internazionale di ricercatori ha escogitato un nuovo metodo per trasformare i rifiuti di plastica in un carburante liquido. Rispetto ad altre tecniche analoghe, quella sviluppata in tandem dallo Shanghai Institute of Organic Chemistry e dalla University of California consuma meno energia e genera un prodotto di migliore qualità. Sebbene la prospettiva di un'applicazione industriale sia ancora piuttosto lontana, lo studio pubblicato su Science Advances può contribuire a risolvere il difficile problema dello smaltimento delle materie plastiche.
 
UN OCEANO DI PLASTICA
Secondo un report presentato a gennaio 2016 durante il World Economic Forum (WEF), il 95% della plastica viene gettata dopo un singolo utilizzo. Il risultato di questo spreco è che ogni anno vengono prodotti 100 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, 8 milioni dei quali finiscono in mare. Facendo un'equivalenza, è come se ogni minuto un camion pieno di spazzatura facesse un tuffo nell'oceano. E se il trend non dovesse cambiare, recita il documento,nel 2050 in mare ci saranno più bottiglie e sacchetti di plastica che pesci; si stima che già entro il 2025 si arriverà a contare una tonnellata di plastica ogni 3 tonnellate di pesce.
 
DAL BIDONE DEI RIFIUTI ALL'AUTO
Per convertire la plastica in un prodotto appetibile dal mercato bisogna re cuperare il carbonio e l'idrogeno che compongono il polietilene (PE), il polimero sintetico più comune quando si parla di materie plastiche. Sfruttando dei catalizzatori chimici normalmente impiegati per fabbricare polimeri, il pool di scienziati è riuscito a "smontare" la struttura del polietilene, rimodellando gli atomi di carbonio e idrogeno all'interno di un nuovo composto, che può diventare un carburante diesel o una cera per scopi industriali.
 
VANTAGGI E SVANTAGGI
Il processo si compone di più cicli e funziona a una temperatura di 175 gradi Celsius, molto meno dei 400 gradi richiesti dai metodi ideati in precedenza. I quali, secondo il chimico sintetico Zhibin Guan, davano spesso luogo "a un mix disordinato di gas, oli e altri composti poco utili". L'evidente risparmio energetico ha però un costo in termini di efficienza: la conversione totale della plastica in carburante avviene infatti nel tempo, non proprio record, di quattro giorni. 
 
Le sostanze chimiche necessarie per portare a termine la reazione sono inoltre molto più costose dei catalizzatori attualmente in commercio, il che pone dei limiti per una possibile applicazione su scala industriale. Per questo motivo Guan e i suoi colleghi sono già al lavoro per migliorare la loro tecnica e renderla così appetibile a livello commerciale.