Al centro della scienza. Benvenuti nel maxi parco del Cern: "Vogliamo appassionare i giovani"

A Ginevra apre oggi i cancelli la cittadella progettata da Renzo Piano e finanziata anche da Stellantis. Si chiama Science Gateway: sarà gratuita e promette di attrarre mezzo milione di visitatori l’anno.

Al centro della scienza. Benvenuti nel maxi parco del Cern: "Vogliamo appassionare i giovani"

Al centro della scienza. Benvenuti nel maxi parco del Cern: "Vogliamo appassionare i giovani"

dall’inviato

Luca Tavecchio

"Non ci capisco un tubo". È una delle frasi più gettonate quando si parla di fisica, soprattutto di quella delle particelle, farcita com’è di nomi che sembrano agguerrite tribù di posti sperduti: bosoni, fermioni, leptoni, muoni. Al Cern di Ginevra, il più importante istituto di ricerca mondiale sulla fisica delle particelle, si sono messi in testa di rendere quei nomi, se non proprio familiari, almeno comprensibili. Il centro guidato da Fabiola Gianotti ha messo insieme circa 100 milioni di euro di donazioni private, metà dei quali provenienti dalla Fondazione Stellantis (gli altri finanziatori sono Lego, Carla Fendi, Rolex, Solvay), ha ingaggiato uno degli architetti più importanti del mondo, Renzo Piano, e infine realizzato il Science Gateway, un centro all’avanguardia dedicato all’educazione e alla divulgazione scientifica che sorge proprio sopra i laboratori dove vengono studiati bosoni e muoni, lanciati a velocità impensabili nell’acceleratore di particelle che corre, seppellito sotto 100 metri di terra, per 27 chilometri intorno a Ginevra.

Non capisci un tubo? Il Science Gateway ne ha addirittura due di tubi, uno più sorprendente dell’altro, dentro i quali ci sono laboratori immersivi e spazi interattivi concepiti proprio per svelare il mistero della fisica perfino ai bambini di 5 anni. E sono proprio i due grandi tubi, collegati da un ponte di vetro e sollevati sull’ingresso del Cern, l’elemento più riconoscibile del Science Gateway. Da sotto richiamano il cuore pulsante del Cern, le gallerie sotterranee dove le particelle vengono fatte scontrare a velocità vicine a quella della luce, dall’alto – spiega Renzo Piano – "sembrano invece una navicella o una stazione spaziale". Il cosmo e il sottosuolo: i due estremi della conoscenza, sulla quale l’uomo sa ancora poco. Pochissimo. "Il 95% dell’universo – dice Fabiola Gianotti – è ancora ignoto. Il nostro lavoro quotidiano qui al Cern è proprio cercare di rispondere a questi interrogativi".

Alcuni dei quali hanno ricevuto una risposta – seguita poi però da altre vertiginose domande – nel 2012, quando proprio qui al Cern venne per la prima volta osservato il Bosone di Higgs, la particella che, di fatto, costituisce il mattone fondamentale di tutto l’universo. Spiegare come sia fatto e come funzioni il bosone protagonista del Big Bang, anche a chi non ha idea di cosa sia una particella, è appunto uno degli obiettivi del Science Gateway. Accompagnato dalla speranza che le esperienze che studenti e visitatori vivranno qui – dice Gianotti – "saranno d’ispirazione per le nuove generazioni di ricercatori".

"Vogliamo dimostrare – continua la direttrice del Cern – quanto la ricerca e le sue applicazioni siano cruciali per la società, e infondere in tutti coloro che vengono a visitare il centro la curiosità e la passione per la scienza, ispirando tanti giovani a intraprendere carriere nel campo della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica".

I visitatori vivranno l’esperienza della scoperta scientifica immersi nella luce naturale e circondati da materiali neutri, come il cemento grezzo, all’insegna di essenzialità e semplicità. Auspicio e metodo insieme. "Non è un museo – spiega Renzo Piano – non è una scuola, non è un centro di ricerca, ma è un po’ di tutte queste cose. Sarà un luogo di scambio e conoscenza. Qui si incontreranno ricercatori e bambini, visitatori e fisici, turisti e scienziati, tutti accomunati dalla curiosità e dalla sete di conoscenza dell’Universo. È un ponte sia in senso fisico sia metaforico".

E all’immagine del ponte è ricorso anche John Elkann, presidente di Stellantis, principale finanziatore dell’iniziativa: "Questo è un ponte che collega il Cern al mondo intero. Un luogo in cui l’umanità collabora per risolvere alcune delle più grandi sfide del nostro tempo. Questo è lo spirito dei fondatori del Cern. Ed è anche il senso del mio impegno personale, di quello della mia famiglia e della Stellantis Foundation".

Il Science Gateway aprirà al pubblico oggi, sarà gratuito e – a pieno regime – dovrebbe poter ospitare 500mila visitatori all’anno. Che verranno accompagnati alla scoperta dei segreti delle particelle – tra esperimenti e giochi didattici – dagli stessi ricercatori del Cern. Come Frederic, 39 anni, di Bruxelles, da 8 anni al lavoro nel centro ginevrino: "Per me – racconta – è solo un piacere poter condividere le nostre scoperte, che così spesso restano confinate nei laboratori. La ricerca è la mia vita, ma ho scoperto di essere anche bravo a spiegare le cose e interagire con le persone. Il nostro compito qui è ispirare i visitatori, soprattutto i bambini, ma chissà che non siano anche loro alla fine a ispirare noi".