A letto con lo smartphone: una cattiva abitudine (Foto: juan moyano/Alamy/Olycom)
A letto con lo smartphone: una cattiva abitudine (Foto: juan moyano/Alamy/Olycom)
Roma, 25 maggio 2016 - L'uso dello smartphone nel corso delle ore notturne può interferire sul metabolismo del corpo umano, causando aumento di peso e disordini nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue. È la conclusione cui è giunto un team di ricercatori della Northwestern University dell'Illinois, che ha condotto un esperimento su alcuni volontari per valutare gli effetti della luce blu – la stessa emessa dagli schermi dei telefoni cellulari – sul nostro organismo. 
 
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista PLOS ONE e per quanto parziali (il campione è infatti esiguo) sembrano avvalorare una tesi scientificamente già nota: quando andiamo a letto è meglio rinunciare allo smartphone e alle ultime notifiche di Facebook.
 
PERCHE' PROPRIO LA LUCE BLU
A finire sotto esame non è stata direttamente la luce dello smartphone, bensì una lunghezza d'onda dello spettro del visibile che cade nel colore blu e che è nota per avere un maggiore impatto sui ritmi circadiani (ovvero il nostro "orologio" biologico interno). Questa luce blu arriva ogni giorno in modo naturale ai nostri occhi, ma dagli schermi di smartphone e tablet ne esce una quantità massiccia, perché è funzionale ad una visione nitida e brillante.
 
COME SI È SVOLTO L'ESPERIMENTO
L'indagine della Northwestern University è stata condotta tenendo conto di due precedenti. Nel 2014 uno studio aveva già stabilito una correlazione tra luce blu e peso corporeo negli individui adulti, mentre un'altra ricerca del 2010 aveva evidenziato come i topi sottoposti costantemente alle radiazioni luminose andassero incontro a disordini metabolici. Per approfondire l'argomento, il team dell'Illinois ha preso 19  volontari e li ha tenuti in laboratorio per quattro giorni, sottoponendo ciascuno alla medesima dieta. 
 
Nei primi due giorni tutti gli individui sono stati tenuti nella penombra nel corso delle ore di veglia, mentre a partire dal terzo giorno i partecipanti sono stati divisi casualmente in due gruppi: uno è stato esposto a 3 ore di luce blu prima di mezzogiorno, mentre l'altro ha subito lo stesso trattamento di sera.
 
CHE COSA È EMERSO
Come spiega il ricercatore Ivy Cheung, i risultati mostrano che nel sangue dei soggetti irradiati di sera l'insulina (l'ormone che riduce la glicemia) non era in grado di "riportare i livelli di glucosio a un livello base dopo i pasti". Il che rappresenta un problema: sul lungo periodo l'accumulo di glucosio nel sangue può causare un aumento della massa grassa, favorendo lo sviluppo di patologie quali il diabete. Le osservazioni si basano comunque su un campione ristretto e andranno verificate in futuro attraverso un'analisi su scala più ampia. Anche perché non è chiaro il motivo per cui la luce blu produca certi effetti.
 
A LETTO SENZA SMARTPHONE
Negli ultimi anni diversi studi avevano già dimostrato che durante la notte la luce artificiale di smartphone e affini genera insonnia, poiché spinge la ghiandola pineale (o epifisi) a produrre meno melatonina, la sostanza che regola il ciclo sonno-veglia. E, come se non bastasse, c'è più di un sospetto che gli schermi che brillano al buio possano rovinare la vista
 
Molti degli effetti degli smartphone sulla nostra salute potremo forse valutarli in concreto fra diversi anni, ma nel frattempo vale la pena imporci qualche buona abitudine: dimenticare le chat di WhatsApp dopo cena e rinunciare al cellulare almeno quando ci si corica sotto le coperte.