Beppe Marotta, 64 anni con Gigi Buffon: è stato alla Juventus dal 2010 al 2018 costruendo il ciclo di successi che si sta esaurendo a beneficio della sua Inter di oggi
Beppe Marotta, 64 anni con Gigi Buffon: è stato alla Juventus dal 2010 al 2018 costruendo il ciclo di successi che si sta esaurendo a beneficio della sua Inter di oggi
di Giulio Mola L’ultimo (o forse penultimo) disperato tentativo di trovare i milioni necessari per tenere a galla l’Inter è miseramente naufragato in poco più di 48 ore. Ed oggi più che mai il futuro del club nerazzurro, dopo il flop di Steven Zhang e degli avventati compagni di sventura, è tutto da decifrare. Così come i già precari equilibri all’interno del quartier generale di viale della Liberazione. I sussurri di ieri mattina si sono trasformati in conferme ieri sera: Beppe Marotta (come il suo braccio destro Piero Ausilio, lo staff tecnico e i calciatori) era all’oscuro di tante cose. E’ stato lo stesso ad (pronto a rimettere il suo mandato in Figc), con pacatezza ma pure con un certo senso di fastidio a confermarlo nel pre-partita:...

di Giulio Mola

L’ultimo (o forse penultimo) disperato tentativo di trovare i milioni necessari per tenere a galla l’Inter è miseramente naufragato in poco più di 48 ore. Ed oggi più che mai il futuro del club nerazzurro, dopo il flop di Steven Zhang e degli avventati compagni di sventura, è tutto da decifrare. Così come i già precari equilibri all’interno del quartier generale di viale della Liberazione. I sussurri di ieri mattina si sono trasformati in conferme ieri sera: Beppe Marotta (come il suo braccio destro Piero Ausilio, lo staff tecnico e i calciatori) era all’oscuro di tante cose. E’ stato lo stesso ad (pronto a rimettere il suo mandato in Figc), con pacatezza ma pure con un certo senso di fastidio a confermarlo nel pre-partita: "L’operazione è stata condotta con grande riservatezza dalle Proprietà, alla luce dell’attuale situazione, particolarmente difficoltosa, dal punto di vista economico. Il management sapeva qualcosa ma non è stato coinvolto, nella logica di una struttura operativa i compiti vengono suddivisi... Diciamo che è stata un’azione scordinata".

Insomma, i beneinformati non sbagliavano: Andrea Agnelli aveva concordato tutto direttamente con Steven Zhang, presidente attivissimo sui social solo quando l’inter vince ma che si guarda bene dall’apparire quando ci sarebbe da spiegare e dirigenti, tecnico, squadra e tifosi il terribile momento economico che vive il club. Lontano dall’Italia dal 7 ottobre scorso e atteso alla Pinetina già da qualche settimana per essere in prima fila nel giorno sempre più vicino della festa scudetto, il numero uno nerazzurro adesso dovrà spiegare a tutti cosa intende fare per far quadrare i conti, ben sapendo che lo spogliatoio (e non solo) preferisce solo pensare ad uno scudetto inseguito da anni. "Ce lo siamo meritato, ora vogliamo solo goderci quel che il campo potrebbe regalarci...".

I “pifferai“ di corte continuano a riferire che Steven si è sempre battuto per tenere l’Inter e Milano gli manca molto, ma la realtà è che la proprietà cinese deve chiarire un po’ di cose. E soprattutto deve trovare i soldi per pagare gli stipendi a staff tecnico, calciatori (a maggio bisognerà saldare novembre, dicembre, febbraio, marzo e teoricamente aprile) e fornitori. Serve un finanziamento per far fronte alle necessità più impellenti, e resta da capire se poi al resto penserà un socio di minoranza (ma davvero può elargire denaro senza comandare?), che rileverebbe le quote attualmente in mano a Lion Rock (31,05%), o la stessa Suning, confidando sull’annunciata ripresa boom in Cina. Di sicuro i soldi non arriveranno dalla SuperLega ma Zhang vorrebbe giocarsi un’altra carta: mettere le mani sui milioni dei futuri diritti tv. Non potendo Dazn versare denari in anticipo, il club nerazzurro pensa di chiedere un prestito alle banche cedendo di fatto il credito futuro (sei rate da incassare nella prossima stagione per un totale di circa 80 milioni). Difficile sapere se l’operazione sia fattibile, molto dipenderà da quel che dirà Zhang al suo ritorno in Italia. Ma nel frattempo sull’asse Milano-Torino rimbalzano altre indiscrezioni. Perché anche nei quadri dirigenziali sono ipotizzabili novità. Perché nel possibile ribaltone che John Elkann prepara alla Juve ci potrebbe essere spazio per un Marotta-bis, con o senza Andrea Agnelli (dopo il burrascoso divorzio dell’autunno 2018). Proprio ieri il presidente bianconero ha definito "il rapporto con Marotta buono. Abbiamo vissuto insieme anni straordinari, l’affetto resta inalterato". Contatti ufficiali non ce ne sono stati, l’ad dei nerazzurri prima aspetta il faccia a faccia con Zhang. Pronto a riprendersi il passato, magari con Cristiano Giuntoli al suo fianco, l’attuale ds del Napoli che in passato si era candidato per l’Inter.