di Mattia Todisco L’ultima festa è stata in grande. Palco ad hoc, trofeo dello scudetto in mano, il primo per tanti tra cui il capitano Samir Handanovic, che quella coppa l’ha alzata per primo. Coriandoli ovunque e tifosi nelle strade vicine allo stadio sia prima che dopo la partita, per attendere che i giocatori sia affacciassero da una delle torri che danno verso l’esterno. Per ‘contorno’, un bel 5-1 all’Udinese, grazie al quale l’Inter ha chiuso con miglior difesa e miglior differenza reti. Da oggi si comincerà a pensare al futuro. Il confronto Conte-Zhang potrebbe esserci subito,...

di Mattia Todisco

L’ultima festa è stata in grande. Palco ad hoc, trofeo dello scudetto in mano, il primo per tanti tra cui il capitano Samir Handanovic, che quella coppa l’ha alzata per primo. Coriandoli ovunque e tifosi nelle strade vicine allo stadio sia prima che dopo la partita, per attendere che i giocatori sia affacciassero da una delle torri che danno verso l’esterno. Per ‘contorno’, un bel 5-1 all’Udinese, grazie al quale l’Inter ha chiuso con miglior difesa e miglior differenza reti.

Da oggi si comincerà a pensare al futuro. Il confronto Conte-Zhang potrebbe esserci subito, anche se ieri quasi nessuno aveva voglia di pensarci. Il perché lo spiega lo stesso Zhang: "È un momento speciale dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto nei cinque anni passati ed è bellissimo poter condividere con i tifosi questo momento – dice il presidente nerazzurro – Siamo tornati alla grande, meritiamo tutti di essere felici. All’inizio della stagione ho detto a qualcuno che avremmo potuto vincere lo scudetto. Quando abbiamo battuto la Juventus è stata la dimostrazione che eravamo veramente cresciuti". Anche Beppe Marotta, ottimista per natura, rimanda di qualche ora le riflessioni: "Ci gustiamo questa giornata straordinaria, poi ci immergeremo in una nuova stagione cercando di fare sempre gli interessi dell’Inter nel rispetto di tutti i professionisti che ci lavorano". Un rispetto che, per Conte, dovrà trasformarsi nell’evitare un’altra annata con i rumors sul destino societario che fa più da primo piano che non da sfondo. Il tecnico, che ieri ha detto tra l’altro "dedico lo scudetto a me stesso", viene sostituito dal vice Stellini nelle dichiarazioni post-gara. "La risposta è la società a doverla dare – dice – Se il progetto può continuare, da parte nostra c’è la volontà di andare avanti".

È il secondo ‘avvertimento’ dopo quello di Oriali di qualche giorno fa: serve una programmazione, il prima possibile. Come ha spiegato Zhang, Conte "ha spinto tutti verso l’obiettivo, non solo i giocatori, è un grande motivatore e l’obiettivo è stato raggiunto anche e soprattutto grazie a lui". Non si può perderlo, se si vuole vincere e la proprietà lo sa. Così come l’allenatore sa di non poter chiedere la luna. In altri tempi gli applausi ricevuti ieri da De Paul all’uscita dal campo sarebbero stati un segnale di mercato, oggi è complicato pensare che ci siano 40 milioni per l’argentino. Sarebbe già un traguardo, per Conte, lavorare con lo stesso zoccolo duro, che le cessioni fossero più indolori possibili, se proprio bisognerà farne.

Per qualcuno la gara di ieri è stata l’ultima in nerazzurro: Padelli, Young (che ha segnato), Kolarov, forse D’Ambrosio e Ranocchia perché la società sta lavorando per i rinnovi offrendo contratti al ribasso. Se i nomi che andranno via saranno questi o magari quel Vidal che ha un po’ deluso e guadagna 6,5 milioni annui si potrà pensare a una permanenza. Altrimenti il punto d’incontro sarà complicatissimo da trovare.