E’ ancora la Vuelta di Primoz Roglic (nella foto): da favorito, lo sloveno centra il terzo successo consecutivo. Confermando la sua attitudine a questa corsa, ma soprattutto quella del suo Paese ai grandi giri: le ultime cinque campagne di Francia e Spagna le hanno firmate lui e Pogacar. E’ un piccolo miracolo sportivo, che va al di là del ciclismo: oltre al miglior europeo del basket (il prodigioso Doncic), curioso...

E’ ancora la Vuelta di Primoz Roglic (nella foto): da favorito, lo sloveno centra il terzo successo consecutivo. Confermando la sua attitudine a questa corsa, ma soprattutto quella del suo Paese ai grandi giri: le ultime cinque campagne di Francia e Spagna le hanno firmate lui e Pogacar. E’ un piccolo miracolo sportivo, che va al di là del ciclismo: oltre al miglior europeo del basket (il prodigioso Doncic), curioso che a esprimere i due pedalatori più forti del pianeta sia uno Stato di due milioni di abitanti.

Terza Vuelta in fila: è il modo in cui Roglic sistema una stagione iniziata con la caduta al Tour e rilanciata con l’oro olimpico nella crono. In Spagna fa centro con un filo di gas: vince quattro tappe (la crono d’apertura e quella di chiusura a Santiago de Compostela, più due arrivi in salita), almeno tre le lascia, ma soprattutto tiene i rivali al guinzaglio, stoppando con facilità ogni possibile pericolo. E’ di una categoria superiore e si vede sempre, insomma. Nella Vuelta formato Roglic, accompagnato sul podio dallo spagnolo Mas e dall’australiano Haig, ci sono altre facce da copertina: l’olandese Jakobsen, che fa tris in volata dopo aver visto la morte in faccia un anno prima, il danese Cort Nielsen, che fa tris attaccando sempre, e il nostro Caruso, che con una fuga solitaria di 70 chilometri vince un tappone che vale per tre. Poi c’è la faccia sorridente di Fabio Aru, che fra mille guai fisici chiude la Vuelta e soprattutto una carriera in cui ha vestito tutte le maglie dei grandi giri, oltre a quella tricolore, ed è salito sui podi di Spagna da vincitore e d’Italia da secondo e terzo, sfiorandolo in Francia da quinto. "E’ stato speciale correre là davanti, lascio il ciclismo felice", il congedo del sardo.

Va in archivio anche il Benelux Tour, il primo firmato da un italiano: è il biglietto da visita con cui il tricolore Sonny Colbrelli, secondo nell’ultima tappa dietro al compagno Mohoric, si presenta all’Europeo di Trento, che scatta mercoledì con crono juniores e staffetta mista. Al Tour di Gran Bretagna rispunta Wout Van Aert, che vince la prima tappa.

Angelo Costa