Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
23 feb 2022

Vlahovic dice 33, la Juve rimane nel sogno

Dusan segna dopo mezzo minuto e batte il record di Sivori: poi la solita gara difensiva e il Villarreal con Parejo riapre tutto verso il ritorno

23 feb 2022
paolo grilli
Sport
Un duello tra Dusan Vlahovic e Raul Albiol: il serbo ha subito sorpreso il capitano del Villarreal, che poi gli ha preso le misure
Un duello tra Dusan Vlahovic e Raul Albiol: il serbo ha subito sorpreso il capitano del Villarreal, che poi gli ha preso le misure
Un duello tra Dusan Vlahovic e Raul Albiol: il serbo ha subito sorpreso il capitano del Villarreal, che poi gli ha preso le misure
Un duello tra Dusan Vlahovic e Raul Albiol: il serbo ha subito sorpreso il capitano del Villarreal, che poi gli ha preso le misure
Un duello tra Dusan Vlahovic e Raul Albiol: il serbo ha subito sorpreso il capitano del Villarreal, che poi gli ha preso le misure
Un duello tra Dusan Vlahovic e Raul Albiol: il serbo ha subito sorpreso il capitano del Villarreal, che poi gli ha preso le misure

di Paolo Grilli Vlahovic dice 33 (per alcuni addirittura 32), e dice benissimo. I secondi di partita che gli sono serviti per far capire perché la Juve l’abbia voluto (quasi) a tutti i costi hanno racchiuso il meglio della nuova Signora di Allegri: l’attenzione (di Danilo l’intercetto con assist), il pressing, e poi tutta la feroce qualità di Dusan. Zittito all’istante l’Estadio De La Ceramica, per altro sempre molto educato, e muti anche i detrattori della prima ora del serbo, colpevole di aver steccato nel derby. Vlahovic l’ariete fa strada a nuovi e dimenticati sogni per i bianconeri. Con il Villarreal è stato tutt’altro che facile, complice un evidente calo generale nella ripresa: se la doppia sfida era aperta nei pronostici della vigilia, ora lo è ancora di più dopo l’1-1. A Torino il 16 marzo un ritorno di fuoco. Perché poi il gol di Dusan in trasferta, pur preziosissimo, moralmente vale doppio ma tecnicamente non più. Il Sottomarino Giallo di Emery ha portato tanti pericoli facendosi notare il meno possibile. Una volta in vantaggio, De Ligt & C. hanno chiuso parzialmente il gas, esponendosi alle incursioni degli attaccanti atipici degli spagnoli. Lo Celso (palo) e Danjuma (respinta d’istinto di Szczesny) sono stati grattacapi di classe A. Senza Dybala, la Juve ha dovuto puntellarsi in un 4-4-2 dai pochi fronzoli. Chiaro l’approccio dettato da Max prima e dopo il vantaggio: acquattarsi e mordere, verticalizzando il più possibile verso DV7 con la convinzione che qualcosa di interessante sarebbe accaduto. Una Juve ieri alla Conte, quasi, il Conte dell’Inter. Con anche una mediana dal giusto dinamismo: Locatelli ne è stato il faro, McKennie il grimaldello per scompaginare le file spagnole. Doveroso sottolineare che le assenze in difesa non hanno minato la solidità complessiva, quella che era mancata clamorosamente agli ottavi di Champions delle ultime ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?