di Angelo Costa Incontri ravvicinati di tipo cardiaco. Per una casuale coincidenza, agli ospedali Riuniti di Ancona si sono ritrovati in questi giorni Diego Ulissi, miglior ciclista italiano della passata stagione, e Elia Viviani, campione olimpico della pista e velocista di alto rango. Entrambi per controlli al cuore: il toscano della Uae dopo esser stato fermato un mese fa per una miocardite,...

di Angelo Costa

Incontri ravvicinati di tipo cardiaco. Per una casuale coincidenza, agli ospedali Riuniti di Ancona si sono ritrovati in questi giorni Diego Ulissi, miglior ciclista italiano della passata stagione, e Elia Viviani, campione olimpico della pista e velocista di alto rango. Entrambi per controlli al cuore: il toscano della Uae dopo esser stato fermato un mese fa per una miocardite, riscontrata negli esami di routine, il veneto della Cofidis per un’anomalia nel battito, da lui stesso rilevata in allenamento grazie al computer che raccoglie i suoi dati mentre pedala. I due ciclisti, entrambi 31 anni ed entrambi seguiti dal cardiologo Roberto Corsetti, già loro medico sociale, verranno dimessi stamattina, con esiti che inducono all’ottimismo: Ulissi, sottoposto a uno studio elettrofisiologico, si è visto confermare una fibrosi considerata stabile, perché le stimolazioni non hanno provocato aritmie, un quadro clinico che dà fiducia sul recupero del toscano, mentre a Viviani è stata effettuata una procedura per la regolazione del ritmo cardiaco che dopo un paio di settimane di riposo dovrebbe consentirgli di riprendere gli allenamenti.

Mentre i due azzurri imboccano la strada del lieto fine, resta aperta la questione degli inviti al prossimo Giro d’Italia. A bloccarla è un’iniziativa della Lega francese, alla quale hanno aderito quelle spagnola e italiana, che propone di assegnare una wild card in più nei grandi giri, per consentire agli organizzatori di dare maggior spazio alle formazioni del proprio Paese. Di questo gli organizzatori di Giro, Tour e Vuelta hanno già parlato con l’Uci, che si è riservata una risposta per i primi giorni di febbraio. Attualmente, i regolamenti prevedono al via delle grandi corse a tappe un massimo di 22 squadre, ciascuna di otto corridori: con 20 team ammessi di diritto (i 19 di World Tour e la miglior Professional, l’Alpecin di Van der Poel), i posti ancora da assegnare sarebbero soltanto due, mentre Francia, Italia e Spagna di formazioni di seconda fascia ne hanno quattro ciascuno.