In attesa di riconquistare qualche titolo, come accadeva all’inizio del secolo, Bologna s’è presa la ribalta dei canestri in altro modo. Prima l’arrivo di Belinelli dalla Nba, poi l’esonero, da parte della Fortitudo, del ct della Nazionale Meo Sacchetti. E la Virtus che, ventiquattro ore dopo, la imita,...

In attesa di riconquistare qualche titolo, come accadeva all’inizio del secolo, Bologna s’è presa la ribalta dei canestri in altro modo. Prima l’arrivo di Belinelli dalla Nba, poi l’esonero, da parte della Fortitudo, del ct della Nazionale Meo Sacchetti. E la Virtus che, ventiquattro ore dopo, la imita, cacciando Aleksandar Djordjevic.

Tutto finito? Macché, gli effetti speciali proseguono perché il nuovo tecnico della Virtus Bologna è Aleksandar Djordjevic.

Proprio così: clamorosa (come era stato incredibile il licenziamento) retromarcia della società. Che ieri mattina aveva già richiamato Djordjevic per parlare della situazione. E, nel primo pomeriggio, ha aggiornato il tutto con il comunicato "avanti insieme". Si proseguirà con Djordjevic, fino a fine stagione.

Poi a bocce ferme e, con un bilancio (agonistico) alla mano bisognerà tirare le somme. Situazione incredibile che Bologna ha già vissuto, sempre in Virtus, nel 2002. Con Ettore Messina (oggi coach dell’Olimpia Milano), cacciato l’11 marzo, osannato dai tifosi il giorno dopo, e richiamato di corsa il 13.

Situazione simile per Djordjevic. Ma nella vicenda, forse, può aver influito un post su Instagram di Stefan Markovic, il playmaker. Che prima ha stigmatizzato l’evento "quando gente che non capisce la pallacanestro prende decisioni" poi, ieri, lasciava trapelare l’idea di un abbandono anticipato. In squadra c’è anche Milos Teodosic, pure lui serbo. La Virtus è tornata sui suoi passi e già stasera, senza Marco Belinelli, infortunato, Djordjevic sarà in panchina alle 19, a Montecarlo, con Monaco.

a. gal.