Romelu Lukaku, 28 anni, in due stagioni con la maglia dell’Inter ha segnato complessivamente 64 reti in 95 partite
Romelu Lukaku, 28 anni, in due stagioni con la maglia dell’Inter ha segnato complessivamente 64 reti in 95 partite
di Mattia Todisco Il cielo milanese di inizio agosto è un quadro malinconico che fa il paio con l’umore plumbeo della metà interista della piazza. La contestazione non corre in strada, nei giorni vacanzieri di piena estate, con la città semivuota e piovosa. Il termometro segna temperature alte sui social network, moderno piano di sfogo delle furie una volta capaci di riempire le vie adiacenti ai quartier generali. Che senso avrebbe con un presidente di stanza...

di Mattia Todisco

Il cielo milanese di inizio agosto è un quadro malinconico che fa il paio con l’umore plumbeo della metà interista della piazza. La contestazione non corre in strada, nei giorni vacanzieri di piena estate, con la città semivuota e piovosa. Il termometro segna temperature alte sui social network, moderno piano di sfogo delle furie una volta capaci di riempire le vie adiacenti ai quartier generali. Che senso avrebbe con un presidente di stanza (quasi permanente) nella lontana Cina? L’invettiva si riduce così a uno striscione: "Società attenzione, le promesse vanno mantenute", riferimento a un recente colloquio dopo la cessione di Hakimi in cui ai referenti della Curva Nord fu garantita continuità di progetto.

Romelu Lukaku, la sua probabile cessione, può essere insieme il simbolo della gloria scudettata e dei sogni che svaniscono repentini. Ripetersi è più difficile, figurarsi dopo aver cambiato allenatore (Conte) e due stelle. Finirebbero, con l’addio, i propositi gloriosi di Suning. Altro che raggiungere i top club del mondo. Diventerebbe sempre più chiaro l’intento primario della proprietà: mettere a posto i bilanci, rifondendo il prestito ricevuto da Oaktree, per poi levare eventualmente le tende.

Eppure, qualche settimana fa, dalla dirigenza assicuravano che i traguardi sportivi andavano di pari passi con quelli economici. Lukaku, al di là di un’offerta che ne farebbe levitare lo stipendio da 8,5 a 15 milioni annui, vede nei campioni d’Europa un futuro vincente, quello che l’Inter non suggerisce più. Chissà, col senno di poi, se cedendo il club a febbraio a Bc Partners (a 700 milioni, debiti compresi) il bisogno di immettere liquidità sarebbe stato così impellente.

Con 130 milioni, a tanto potrebbe arrivare il Chelsea nelle prossime ore, c’è margine di manovra per programmare il post. Il problema più grande è che chi ha giocatori della levatura di Lukaku oggi se li tiene stretti. I londinesi hanno bussato alla porta dell’Inter perché il Dortmund ha risposto picche per Haaland. Al momento, con quel che offre il convento, gli indizi portano a Vlahovic (ventunenne con un contratto alla Fiorentina in scadenza nel 2023) e Zapata, nove anni più grande, il più simile al belga per caratteristiche. Costano dai 40, il colombiano, ai 50 milioni. Ce ne sarebbe ancora per i vari Nandez e Dumfries.