di Leo Turrini Condannati a convivere. Ancora per alcuni mesi. Fino alla conclusione di questa sofferta stagione di Formula Uno. Se potessero, la Ferrari e Seb Vettel si direbbero addio subito, senza rimpianti. L’amore è finito da un pezzo, il divorzio già è stato annunciato. Ma una separazione immediata costerebbe troppo. Alla Rossa, che comunque dovrebbe continuare a pagare il sontuoso ingaggio (più o meno 40 milioni, tutto compreso). E al tedesco, che per...

di Leo Turrini

Condannati a convivere. Ancora per alcuni mesi. Fino alla conclusione di questa sofferta stagione di Formula Uno.

Se potessero, la Ferrari e Seb Vettel si direbbero addio subito, senza rimpianti. L’amore è finito da un pezzo, il divorzio già è stato annunciato. Ma una separazione immediata costerebbe troppo. Alla Rossa, che comunque dovrebbe continuare a pagare il sontuoso ingaggio (più o meno 40 milioni, tutto compreso). E al tedesco, che per garantirsi un volante decente nel 2021 ha bisogno di fornire prestazioni ben più convincenti. Dunque, lo strazio continua.

LE CIFRE. In cinque Gran Premi, il povero Vettel ha messo insieme appena 10 punti. Un disastro, un bottino ridicolo. Leclerc ha una “produttività “ quattro volte superiore.

Eppure, anche chi pensa che Carletto sia superiore a Seb non si spiega un divario tanto pesante.

LA SFIDUCIA. Di sicuro Vettel sulla SF1000 si trova malissimo. Molto peggio di Leclerc, che in qualche modo riesce ad adattarsi ad una monoposto comunque sbagliata.

Al disagio “tecnico” si somma poi la crisi relazionale. Con la Ferrari senza obiettivi iridati, chiaramente ingegneri e dirigenti dedicano tutte le attenzioni al driver di oggi e di domani. Cioè a Carletto.

Vettel patisce emotivamente la situazione. Avverte la sfiducia nell’aria, si chiede che senso abbia gareggiare per un decimo posto. E in più di una occasione si è lamentato delle scelte del muretto. Nemmeno avendo tutti i torti, eh.

IL TELAIO. Mattia Binotto, il capo del reparto corse di Maranello, notoriamente gronda bonomìa da tutti gli artigli. È un buon incassatore, ma non rinuncia a rispondere ai colpi sotto la cintura. Ad esempio, domenica a Silverstone ha ricordato al lamentoso Seb, che protestava per la strategia in gara, che in fondo era stato il suo errore in partenza a confinarlo nelle retrovie...

Adesso, comunque, Binotto ha affidato al direttore sportivo della Rossa, il francese Mekies, il compito di aggiustare i cocci. Forse a Vettel sarà proposto un telaio nuovo, più adatto al suo stile di guida. Nulla di rivoluzionario, ma un piccolo aiuto sì.

Solo che domenica si corre di nuovo, a Barcellona. Dove a fine febbraio, prima del Covid, la Ferrari, in occasione dei test, capi’ di avere sbagliato macchina un’altra volta.

Una triste conferma, per il povero (non in banca) Vettel.