di Riccardo Galli

Rossi c’è. Anche in Bahrain, anche – e soprattutto – in Ferrari. Già, perchè il risultato di Valentino e del suo equipaggio tutto ’in famiglia’ (con il fratello Luca Marini e Uccio Salucci) alla 12 Ore del Golfo, è di quelli da numero uno. Terzo posto e quindi podio nella classifica finale della categoria Pro-am, a chiusura di una gara che si era messa decisamente male per il risultato realizzato nelle qualifiche: penultimo posizione in griglia di partenza.

C’era, insomma, da realizzare una rimonta da brividi per portare la Ferrari Gt3 del Team Kessel

a ridosso delle favorite McLaren (che poi ha trionfato) e Porsche e Rossi c’è riuscito. Bravi anche Marini e Uccio nel recuperare tempi e posizioni, alternandosi a Vale alla guida del bolide della squadra svizzera. E che l’equipaggio della Ferrari numero 46 potesse portare a casa un risultato importante lo si era capito anche con la bandiera a scacchi della prima manche della gara: quarto posto nella categoria Pro-Am e quinto nella classifica complessiva, a metà giornata sulla pista di Sakir. Tanta roba dopo la partenza a handicap.

Poi nella manche, dopo il tramonto, sotto i riflettori lo scatto decisivo, quello che ha portato Rossi sul podio e al quarto posto nella classifica generale.

Un anno fa nalla 12 Ore che si era corsa ad Abu Dhabi, Valentino aveva vinto nella classe Pro-Am, chiudendo sul podio (terzo posto) nella graduatoria generale.