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4 apr 2022

Valentino Rossi, errore ai box nell’esordio al volante

Il Dottore perde il segnale del meccanico nella ‘Tre ore di Imola’ e finisce diciassettesimo. Ma i fan in tripudio lo acclamano per ore

4 apr 2022
Ecco l’Audi R8 LMS GT3 evo II del team belga WRT, contrassegnata dall’iconico numero 46: fatale un errore dopo la safety car
L’Audi R8 LMS GT3 evo II del team belga WRT, contrassegnata dall’iconico numero 46
Ecco l’Audi R8 LMS GT3 evo II del team belga WRT, contrassegnata dall’iconico numero 46: fatale un errore dopo la safety car
L’Audi R8 LMS GT3 evo II del team belga WRT, contrassegnata dall’iconico numero 46

Imola (Bologna), 4 aprile 2022 - Per le migliaia di fan sugli spalti dell’autodromo di Imola (20mila presenze totali nel weekend) il risultato non era importante: "Ti seguirei anche se tu giocassi a bocce, 46", recitava un cartello nella folla. Infatti l’esordio di Valentino Rossi al volante è stato segnato da un errore ai box che, alla fine, è costato il diciassettesimo posto nel GT World Challenge Europe, campionato riservato alle ruote coperte. Ma poco importa: all’Enzo e Dino Ferrari il ‘Dottore’ ha corso per circa un’ora, prendendo il testimone da Nico Muller, prima di passarlo a Frederic Vervisch. Un ‘battesimo’ nelle quattro ruote dopo una carriera da epica dello sport sulle due, segnato da quel piccolo pasticcio nel rientrare ai box per le consegne, in regime di safety car.

I social però sono tutti per l’Audi R8 LMS GT3 evo II del team belga WRT, contrassegnata dall’iconico numero 46 che ha caratterizzato la carriera del “Dottore” anche nelle moto. Una vera ondata d’affetto che fa sorridere Rossi: "Sono contento. Mi è piaciuto gareggiare oggi. Peccato, perché siamo stati molto tempo dietro la safety car. L’errore ai box? Al momento del pit stop c’era tanta confusione, diverse auto si sono fermate e ho perso il segnale del meccanico, ho sbagliato. Un errore dettato dall’inesperienza. Ho imparato molto. Alla prossima", ha detto ancora Rossi, che tornerà a correre nel GTWCE il primo maggio, lungo il circuito di Circuito di Brands Hatch, in Inghilterra.

Tra Valentino e Imola il feeling c’è sempre stato: "Amo questo tracciato. È unico e particolare, vicino al centro della città. E il disegno è vecchio stile, di quelli che mi piacciono. Ho corso qui tanti anni fa, l’ultima volta nel 1999. Purtroppo, quando sono passato in 500, non siamo più tornati a Imola", ha detto nei giorni scorsi. Non a caso, sul Santerno Rossi è venuto a girare poche ore dopo la nascita della figlia Giulietta. Prima dei giri di prova e delle tre ore di gara del 2022, gli ultimi giri di Rossi all’Enzo e Dino Ferrari risalivano al vecchio millennio. Un secondo posto nel 1999 alle spalle di Loris Capirossi in 250, ai tempi in cui il Motomondiale era tappa fissa a Imola. Prima ancora, il campione di Tavullia era stato della corsa nel 1996: arrivò quinto nella categoria 125 in sella alla sua Aprilia già numero 46. L’anno dopo, sempre in 125, la prima vittoria di Rossi, bissata nel 1998 quando il Dottore fece invece il proprio debutto nella 250.

Tornando alla gara di ieri, il trio di piloti Muller-Rossi-Vervisch ha chiuso la gara (ribattezzata ‘Tre Ore di Imola’) al diciassettesimo posto. A vincere questo primo round il trio composto da Dries Vanthoor, Charles Weerts e Kelvin Van Der Linde.

Sulle tribune moltissima gente in quello che è stato il vero antipasto del ritorno (con pubblico) della Formula 1, dopo due Gp silenziati dalla pandemia. Dal 22 al 24 aprile l’F1 Rolex Gp del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna potrebbe riportare gli appassionati ai fasti del 2006, ultimo Gran premio corso davanti ai tifosi.

 

 

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