di Riccardo Galli "Vorrei poter dire che è l’ultima mia gara e che è tutto normale... ma non è così". Valentino Rossi accende il Gp dell’addio e si commuove. Tante, troppe, assolutamente infinite le emozioni portate dentro, consegnate alla gente. E oggi, in vista dell’ultima tappa di una carriera leggendaria e unica, riavvolgerle, rivederle, sentirsele addosso, fa una sensazione strana. Stranissima. "Dopo Valencia di solito inizia una lunga vacanza – sono ancora parole di Vale –, ma per me questa volta scatterà una vita diversa, in cui continuerò a correre in auto, ma che sarà ovviamente un’altra cosa. In questi...

di Riccardo Galli

"Vorrei poter dire che è l’ultima mia gara e che è tutto normale... ma non è così". Valentino Rossi accende il Gp dell’addio e si commuove. Tante, troppe, assolutamente infinite le emozioni portate dentro, consegnate alla gente. E oggi, in vista dell’ultima tappa di una carriera leggendaria e unica, riavvolgerle, rivederle, sentirsele addosso, fa una sensazione strana. Stranissima.

"Dopo Valencia di solito inizia una lunga vacanza – sono ancora parole di Vale –, ma per me questa volta scatterà una vita diversa, in cui continuerò a correre in auto, ma che sarà ovviamente un’altra cosa. In questi mesi, dopo l’annuncio del ritiro in Austria, ho realizzato meglio quello che ho fatto: fino a quel punto ero solo un pilota, quindi concentrato su assetti, curve e quello che sto ancora facendo, poi ti soffermi meglio e realizzi di essere davvero all’ultima curva...".

Non è stato facile dire basta, e questo era evidente, ma Rossi ripensa al giugno scorso, subito dopo il Mugello, quando... "Ho iniziato a capire seriamente di non essere più competitivo ed è in quel momento che ho preso la decisione".

Valentino prova a sorridere ma l’emozione rimane forte. Micidiale. E poi quel tappeto rosso steso a Valencia, quel red carpet speciale, inatteso, è un qualcosa da togliere il fiato. Tutte e nove le sue moto da campione del Mondo, lì, quasi a salutarlo, quasi a volerlo ringraziare. "Dispiace solo chiudere – prova a sdrammatizzare – senza aver vinto il titolo numero 10 e aver firmato il podio numero 200, ma quando rivedo queste moto... beh, mi vengono i brividi".

Eppure quelle Yamaha, quelle Honda, quelle Aprilia sono le sue e – aggiunge con orgoglio – "molte di queste ce le ho a casa, ma vederle tutte insieme fa un certo effetto – mi fa pensare a tutta la strada fatta fin qui e quanto ho ottenuto da questo sport. Mi fa ricordare la cosa che mi porto via con tanto orgoglio: essere diventato un’icona di questo sport". Icona infinita, già nella storia e che lascerà un vuoto tremendo nel mondo della MotoGp.

Accarezza quelle numero 46, Rossi e si sofferma su quella che per lui rimane e rimarrà sempre la più speciale.

E’ Yamaha M1 del 2004, quella della storica vittoria di Welkom, quella accanto alla quale pianse per la gioia, la commozione e le sensazioni di un successo al quale solo lui (forse) credeva davvero. "Questa è bellissima, io ce l’ho in camera da letto: quando mi sveglio la vedo", confessa mentre nella sala stampa del circuito di Valencia arriva anche Francesca Sofia Novello, la compagna di Rossi, la futura mamma della figlia di Valentino.

Quindi un’ultima battuta sulla carriera che dopodomani andrà in archivio. "Se penso che l’ultima moto con cui ho vinto un Mondiale e che è qui, è di 10 anni fa, questo la dice lunga di quanto, comunque, mi sono divertito, ho lottato e combattuto...".

E’ felice e commosso, Vale. Felice perché ha scritto pagine indelebili della storia del motociclismo, commosso perchè... "da lunedì inizio una nuova vita". Ci saranno ancora corse (poche) e ci sarà soprattutto il suo ruolo di papà. Ma non ci sarà più la MotoGp. La sua, MotoGp.