Manuel Locatelli, 23 anni, ha segnato contro la Samp la sua prima rete nella Juve
Manuel Locatelli, 23 anni, ha segnato contro la Samp la sua prima rete nella Juve
di Paolo Grilli Se la profondità della rosa è alla base di ogni successo nel calcio odierno, la Juve arriva già al tampone dei tamponi per misurare le proprie ambizioni. Priva di Dybala e Morata, l’attacco titolare del dopo CR7, ma anche di un giocatore come Arthur costato 72 milioni, si trova di fronte stasera il Chelsea campione d’Europa: è già una partita della verità, anche se formalmente siamo ancora lontani dai primi verdetti di Champions. Perché, poi, nemmeno i Blues delle meraviglie sono privi di assenze, anzi. E come Allegri, Tuchel non cerca...

di Paolo Grilli

Se la profondità della rosa è alla base di ogni successo nel calcio odierno, la Juve arriva già al tampone dei tamponi per misurare le proprie ambizioni. Priva di Dybala e Morata, l’attacco titolare del dopo CR7, ma anche di un giocatore come Arthur costato 72 milioni, si trova di fronte stasera il Chelsea campione d’Europa: è già una partita della verità, anche se formalmente siamo ancora lontani dai primi verdetti di Champions.

Perché, poi, nemmeno i Blues delle meraviglie sono privi di assenze, anzi. E come Allegri, Tuchel non cerca alibi. Gli mancano l’erculeo terzino James, titolarissimo dell’Inghilterra, poi i baby fenomeni della trequarti Mount e Pulisic. Manca soprattutto Kanté, solitamente padrone nel centro del campo ma ora al centro solo di un caso. E’ positivo al Covid, il francese che corre e pensa per tre, e il tentativo di tacere il fatto che non si fosse vaccinato è durato giusto un paio di minuti in conferenza stampa prima che la verità emergesse. Non senza una gentile reprimenda di Tuchel che perde un elemento chiave.

L’unica certezza di Max per stasera è Kean, poi tutto sarà un adattamento per ovviare a un’emergenza che varrà poi anche sabato per il derby in casa del Toro. La logica e la necessità porterebbero a piazzare Chiesa accanto a Moise: perché Fede è il bianconero che più di ogni altro può spaccare un match che odora di impossibile. Piazzato davanti, poi, sarebbe in parte sollevato da quei compiti di copertura che ha svolto un po’ controvoglia di recente.

Ormai insostituibile Locatelli in mezzo, e dovrebbe trovare man forte nel rientrante Rabiot per fare fronte alle folate dei londinesi. Che troveranno Lukaku come terminale più temibile. Romelu era forse il giocatore che mancava a un Chelsea già stellare, e consola poco che nei cinque suoi precedenti contro la Signora abbia raccolto in maglia Inter tre sconfitte, un pari e una sola vittoria riuscendo a realizzare un solo gol.

Dovrebbe rivedersi la coppia Bonucci-Chiellini al centro della difesa, ricordando anche come andò – benissimo – Italia-Belgio agli Europei con il gigante che rimase a secco. Fino all’ultimo, come ha riconosciuto ieri, Allegri sarà però tentato dal 3-5-2, mettendo anche De Ligt in uno schieramento che dovrà contenere, in primis.

Chissà che la Juve d’Europa, dopo la prima ottima uscita a Malmoe, riesca a lasciare negli spogliatoi tutte le scorie di un avvio di stagione claudicante tra i nostri confini. Riuscire in qualche modo almeno a bloccare i campioni d’Europa avrebbe un valore enorme per la Signora, alla ricerca di identità oltre che di autostima. Con la Champions che non è più un imperativo per i bianconeri, e con un pronostico che pende enormemente dalla parte dei rivali, chissà che non si facciano un regalone. Liberandosi per una sera di errori, delusioni e pressioni.