In primo piano Jorginho, Barella e Chiesa: c’è ancora bisogno di loro per riaccelerare
In primo piano Jorginho, Barella e Chiesa: c’è ancora bisogno di loro per riaccelerare
di Paolo Franci Vero. La matematica non è un’opinione. Però chi dice che non possa diventarlo? A spezzare lo schema anche un po’ ritrito ci pensa il ct Roberto Mancini che prende i numeri e il trasforma in parere vincente. Il suo. "Se noi domani (oggi, ndr) tiriamo 27 volte e concediamo un’azione la gara non può finire 1-1". Come a dire: una Nazionale appagata e un po’ prevedibile, l’avete vista solo voi. E non gli si può dare torto, ma lui per primo, il ct, sa quanto le forche caudine del risultato che tutto coprono e travolgono sono sempre lì. Cioè, se non vinci essendo la più forte, qualche...

di Paolo Franci

Vero. La matematica non è un’opinione. Però chi dice che non possa diventarlo? A spezzare lo schema anche un po’ ritrito ci pensa il ct Roberto Mancini che prende i numeri e il trasforma in parere vincente. Il suo. "Se noi domani (oggi, ndr) tiriamo 27 volte e concediamo un’azione la gara non può finire 1-1". Come a dire: una Nazionale appagata e un po’ prevedibile, l’avete vista solo voi. E non gli si può dare torto, ma lui per primo, il ct, sa quanto le forche caudine del risultato che tutto coprono e travolgono sono sempre lì. Cioè, se non vinci essendo la più forte, qualche problema deve esserci per forza.

Di sicuro, è riaffiorato prepotentemente quello del gol. Perche quei 27 tiri, sempre tra matematica e opionione, non possono finire tutti fuori o rimbalzare sulle mani del portiere. Eh no. A maggior ragione se sei la più bella del continente. Sorpresa in attacco? Improbabile che il ct rinunci a Ciro Immobile proprio in questa gara, anche se la lavora sulla catapulta di Kean e Raspadori.

Il Mancio si fida dei suoi: "Dobbiamo vincere e basta, perchè abbiamo perso punti e la gara con la Svizzera è molto difficile, non perchè siamo i campioni d’Europa e ci aspettano tutti, ma perchè, semplicemente, con loro è sempre difficile". A maggior ragione se si rischia di giocare senza Verratti che ha preso una botta al ginocchio contro la Bulgaria. Anche se poi il povero Yakin, l’uomo che ha preso il posto di Vlad Petkovic, ha grane assai maggiori rispetto ai nostri, perchè gli sono venuti a mancare tanti titolari, da Comert a Xhaka, da Shaqiri a Freuler allo stesso Embolo. Non propriamente giocatori qualunque. Su Verratti, Mancini è molto chiaro. Dice il ct: "Marco ha preso un colpo al ginocchio. Ma lo valuteremo domattina (oggi), abbiamo bisogno di giocatori pronti". Messa così sembra un’autostrada aperta per Locatelli e le probabilità che giochi l’ex Sassuolo sono alte. Però il Mancio proverà a capire, domani, se il SuperMarco parigino ce la farà oppure no. Come dire: provare costa nulla. E Pellegrini, uno dei più in forma. Difficile, anche perchè, dice il ct: "Per noi Lorenzo è importante perché può fare più ruoli, e potrebbe giocare anche al posto di Verratti a partita in corso. Io, però, penso sia più un calciatore offensivo". Quindi, o Marco o Loca. In difesa invece, tornano Chiellini e Di Lorenzo, dopo la serata no di Florenzi e Acerbi con la Bulgaria. A chi gli chiede se sia preoccupato o no, dopo lo scivolone bulgaro, il Mancio risponde lesto: "No, preoccupati zero".

Poi, un messaggio chiaro alla squadra: "Non si può rimanere intrappolati nei ricordi. Non possiamo pensare alla notte dell’11 luglio, è stato bellissimo ma non dobbiamo pensarci più – ha ammonito Mancini –. È lì, tutti saranno ricordati per questo, ma il futuro è diverso e tutti dobbiamo lottare per vincere": Da stasera, per forza. La ciliegina sarebbe poi raggiungere il 36esimo risultato utile di fila, eguagliando il record del Brasile 1993-1996. Altro numero che parla tanto di questa Italia.