Giuseppe Tassi

L’Italia di Locatelli è già qualificata per gli ottavi. C’è La doppia firma del centrocampista del Sassuolo su un’altra notte magica per gli azzurri. La Svizzera ridotta al rango di sparring partner da una squadra che conosce a memoria il copione, che non si smonta davanti alle difficoltà e scopre le risorse quando gli infortuni tagliano le gambe ai titolari. Locatelli, eroe della serata, é il vice dell’acciaccato Verratti e senza la lunga parentesi del Covid non sarebbe neppure stato agli Europei. E invece è qui a godersi la magie di una squadra che non finisce di stupire. Anche per merito suo. Non è mai facile vestire i panni dei mattatori. Specie se la sorte semina nuovi ostacoli lungo il cammino. Quando Chiellini cattura un gol in cielo, una mano galeotta lo cancella e poi è proprio la corazza del capitano che si incrina, spingendolo s chiedere il cambio.

Ma la grande forza di carattere é la molla vincente di questa squadra che trova la rivincita contro la sorte, attingendo al tesoro tecnico e umano targato Sassuolo. E’ Locatelli che inventa un lancio da cinquanta metri, dove sa che troverà il Gigi Riva del Duemila, Berardi. Lo scatto muscolare, le spalle imponenti, le movenze ricordano quelle di Rombo di Tuono. L’esterno non ha le qualità di goleador del mitico bomber ma sa usare anche il destro e lo mette a frutto. La premessa del bis nella leggerissima notte romana.