di Mattia Todisco Una vittoria in cinque partite. Lo score dell’Inter senza Lukaku da titolare, in questa stagione, fotografa le difficoltà nel dover sostituire il belga, colpito da un problema muscolare che verrà valutato oggi con gli esami di rito. Nulla di grave, ma abbastanza da poter quasi escludere una presenza del giocatore dai primi undici per domani in casa contro la Sampdoria. Lo scorso anno, con Lukaku ai box o subentrato, è andata un pizzico meglio: cinque vittorie, un pari e una sconfitta a Barcellona, ma dopo un primo tempo tra i migliori della stagione. La differenza...

di Mattia Todisco

Una vittoria in cinque partite. Lo score dell’Inter senza Lukaku da titolare, in questa stagione, fotografa le difficoltà nel dover sostituire il belga, colpito da un problema muscolare che verrà valutato oggi con gli esami di rito. Nulla di grave, ma abbastanza da poter quasi escludere una presenza del giocatore dai primi undici per domani in casa contro la Sampdoria. Lo scorso anno, con Lukaku ai box o subentrato, è andata un pizzico meglio: cinque vittorie, un pari e una sconfitta a Barcellona, ma dopo un primo tempo tra i migliori della stagione. La differenza l’ha fatta spesso la contemporanea assenza o meno di Sanchez, che essendo appena tornato da un infortunio non ha giocato neanche un minuto contro il Crotone e potrebbe restare inizialmente in panchina anche a Marassi. Quando l’Inter ha dovuto schierare Perisic al fianco di Martinez ha rimediato un 3-2 al passivo con il Real, un 2-2 in casa con il Parma e un pari a Bergamo con l’Atalanta, fino al largo successo con il Sassuolo (0-3). Solo nelle ultime due il cileno è partito al fianco dell’argentino. Le analisi odierne daranno il responso atteso, ieri Lukaku si è allenato a parte in attesa di saperne di più sulle sue condizioni. L’ipotesi più probabile è che, in caso di lievissima entità del guaio muscolare, l’attaccante torni domenica in casa della Roma. Settimana prossima l’Inter ha in calendario anche la sfida alla Fiorentina in Coppa Italia di mercoledì 13 e lo scontro diretto in campionato del 17 contro la Juventus. In caso di successo sulla Viola ci sarà un nuovo impegno infrasettimanale prima della trasferta del fine settimana successivo a Udine.

Stando agli ultimi riscontri, tra i titolari di mercoledì a Genova non ci sarà nemmeno Vidal. Dopo 45’ di ombre profonde (un rigore procurato con una clamorosa ingenuità, pressione debole sul portatore di palla, pur con un recupero determinante in occasione dell’autorete di Marrone) Antonio Conte ha deciso di sostituirlo. A Marassi potrebbe essere il turno di Gagliardini, che ha la fiducia del tecnico e può svolgere compiti di quantità più di quanto non si possa chiedere a Sensi, finora molto positivo da subentrante. La strigliata a fine gara, nell’idea di Conte, dovrà avere l’effetto di stimolare la rabbia agonistica del cileno, in ritardo di condizione ma al quale l’allenatore crede ancora. Il mercato potrebbe non regalare nulla, a meno che non arrivino offerte adeguate per Eriksen e Pinamonti, i primi due nella lista dei cedibili, per cui è necessario tirare fuori il meglio da chi ad Appiano c’è già (presto tornerà in gruppo anche Vecino).

In attacco l’Inter sta valutando lo svincolato Pellé, liberatosi dallo Shandong Luneng, mentre per Gomez bisognerà capire le intenzioni di Percassi: Suning non ha intenzione di corrispondere i dieci milioni circa richiesti per l’argentino, separato in casa nell’Atalanta, a prescindere dalla capacità o meno di riuscire a fare cassa con le cessioni.