di Riccardo Galli La pista, lui Marco Melandri, te la racconta (e insegna) a occhi chiusi. "Beh – spiega – questo circuito è troppo bello. No, non dico così, perché oggi siamo qui a parlare del Mugello. Lo dico perché è la verità: questa è la pista più bella del mondo. La differenza di pendenza fra una parte e l’altra, il ‘cono’ naturale in cui sembra appoggiata, le curve che ti entrano dentro da come sono difficili e belle...". E così un giro del Mugello con Melandri diventa un...

di Riccardo Galli

La pista, lui Marco Melandri, te la racconta (e insegna) a occhi chiusi. "Beh – spiega – questo circuito è troppo bello. No, non dico così, perché oggi siamo qui a parlare del Mugello. Lo dico perché è la verità: questa è la pista più bella del mondo. La differenza di pendenza fra una parte e l’altra, il ‘cono’ naturale in cui sembra appoggiata, le curve che ti entrano dentro da come sono difficili e belle...".

E così un giro del Mugello con Melandri diventa un racconto che regala brividi. "Il ‘pacchetto Casanova-Savelli-Arrabbiata 1 – spiega Macho – secondo me è il vero fiore all’occhiello. Io credo, e ne sono convinto, che in nessun altro circuito al mondo esista una sezione del tracciato così bella. E spettacolare. Ogni volta che l’affronti devi essere bravo a farlo veloce e allo stesso tempo non sbagliare un millimetro di traiettoria… Sono sincero, è il massimo".

Come il massimo è la staccata della San Donato. "Curva che definirei… strana – sono ancora parole di Melandri –. Strana perché, primo provoca un cambio di direzione, netto. Secondo, affronti la San Donato dopo aver toccato punte di 350 kmh e quindi il fisico è sottoposto a uno stress e a una pressione da matti. Però, che spettacolo…".

Uno spettacolo che accende gli amarcord di Melandri, oggi voce regina dei week end della MotoGp su Dazn, ma fino a ieri protagonista di mille avventure sulla pista del Mugello. "La foto più bella che mi porto dietro da questo circuito? – domanda –. Ne ho tantissime, sia chiaro, ma un paio fanno parte della mia storia in modo importante. Nel 1998, ad esempio, ho vissuto al Mugello il mio primo podio al Gp d’Italia, nella classe 125, mentre nel 2002, con Aprilia, ho vinto la gara nella 250, ed ero… l’Uomo Ragno". E al Mugello la festa fu doppia. "Indimenticabile. Ricordo che dopo il podio i ragazzini impazzivano e venivano a cercarmi. Cercavano l’Uomo Ragno, Spiderman, il supereroe". Cercavano Melandri. Un sorriso ed ecco un’altra delle foto più bella che Macio conserva nella sua bacheca dei ricordi. "Il Gp del 2005. Quello con quattro italiani nelle prime quattro posizioni. Sì, è vero, io non salii sul podio (ci andarono Rossi, Capirossi e Biaggi ndr), arrivai quarto, ma per tutti, avversari e critica ero stato il pilota che aveva reso la battaglia più spettacolare. Mi mancò il podio, ma non la soddisfazione di sapere e sentirmi dire che la mia era stata la gara più bella, la più combattuta".