Leo

Turrini

Poi può darsi che il virus abbia impedito di correre ai ripari, come ha candidamente ammesso Mattia Binotto. Ma l’errore di base resta. Ieri la Rossa non era più lenta della Mercedes e della Red Bull. È andata più piano anche della McLaren e della Racing Point... Poiché non stiamo su "Scherzi a parte", spetta al già citato Binotto dare risposte a domande inquietanti. Ci sono margini di recupero? Come si spiega questa trasformazione in Gambero Rosso? C’entra qualcosa il giallo invernale sul motore finito sotto inchiesta (eh, sembrano tartarughe anche Haas e Alfa, che usano la power unit di Maranello)? Come mai telaio ed aerodinamica sembrano concetti incomprensibili in Emilia?

D’accordo, d’accordo. Siamo appena alla vigilia della gara numero uno. E non da escludere che in corsa la SF1000 abbia un sussulto. Eppure, fortissimo è il disagio di chi assiste ad uno spettacolo che è nemico dell’ottimismo. Se questa è la realtà, di sicuro l’uscente Seb Vettel non nutrirà invidia per Carletto Leclerc. Del resto, chi mi legge lo sa: non sono i piloti il problema della Ferrari. Non lo erano nemmeno dieci anni fa.

Intanto, la Mercedes vive in un universo parallelo. Fa quello che vuole e concede a Bottas, il gregario, il lusso di una pole ai danni di Hamilton. Ma la cosa, purtroppo, non riguarda chi è innamorato della Signora in Rosso.