Leo

Turrini

È un personaggio che ha dato un’anima all’automobilismo, impegnandosi anche su fronti socio culturali che coinvolgono valori ben più profondi di una sfida a trecento all’ora.

Ecco, per questo non mi sono meravigliato quando, al culmine di uno stress emotivo indicibile, ho visto Hamilton andare da Verstappen a porgere le sue congratulazioni. È stato un gesto degno di una figura letteraria, al di là delle speculazioni. È un peccato, allora, che un duello degno di Ettore ed Achille sia stato governato, da fuori, da poteri non all’altezza di idoli così spettacolari. Fino all’ultima decisione di Abu Dhabi, fortissima è stata la sensazione di inadeguatezza trasmessa dalla Fia.

Sia come sia, Max Verstappen e Lewis Hamilton sono entrati nel cuore della gente. Non era scontato, dopo anni di Formula Uno segnati dalla noia figlia del monopolio Mercedes.

Che a tutto questo la nostra Ferrari sia rimasta assolutamente estranea, beh, è un elemento di tristezza.

Non nuovo, ahinoi.