di Luca Talotta Tutto in una notte, quella che molto probabilmente butterà giù dalla torre una delle grandi del calcio italiano. Perché è inutile girarci intorno, Juventus-Milan di stasera è un vero e proprio spareggio per decidere chi andrà in Champions League l’anno prossimo e chi, invece, dovrà accontentarsi mestamente di un posto nella meno remunerativa e affascinante Europa League. Al netto dei discorsi legati alla Superlega e del possibile pugno duro della Uefa nei confronti dei bianconeri, c’è da conquistare l’accesso sul campo nell’Europa che conta per la Juventus, mentre per i rossoneri sarà l’ennesimo tentativo di tornare a calcare quei...

di Luca Talotta

Tutto in una notte, quella che molto probabilmente butterà giù dalla torre una delle grandi del calcio italiano. Perché è inutile girarci intorno, Juventus-Milan di stasera è un vero e proprio spareggio per decidere chi andrà in Champions League l’anno prossimo e chi, invece, dovrà accontentarsi mestamente di un posto nella meno remunerativa e affascinante Europa League. Al netto dei discorsi legati alla Superlega e del possibile pugno duro della Uefa nei confronti dei bianconeri, c’è da conquistare l’accesso sul campo nell’Europa che conta per la Juventus, mentre per i rossoneri sarà l’ennesimo tentativo di tornare a calcare quei campi conditi dalla musica soave della più importante competizione europea e i tanti soldi a corredo, che ormai mancano da sette, lunghissimi, anni.

Pirlo e Pioli, a voi. I due allenatori, a caccia di conferme (il primo) e di certezze (il secondo, il quale ad oggi appare comunque più saldo sulla sua panchina del collega bianconero) cercheranno la zampata vincente per mettere in difficoltà un avversaria diretta nella lotta Champions. Considerando il netto successo ottenuto ieri dal Napoli a La Spezia e il fatto che oggi l’Atalanta sarà di scena sul campo del già retrocesso Parma, la vittoria stasera è d’obbligo per entrambe le formazioni.

"Chi vince ha grandi possibilità di andare in Champions - l’ammissione di Pioli - avremo uno scontro diretto anche con l’Atalanta e questo ci rende padroni del nostro destino". Gli fa eco Pirlo: "Superlega? L’obiettivo è guadagnarci la Champions sul campo". La partita che vale una stagione, ma non solo. Perché dietro la qualificazione o meno alla Champions League ci sono tanti discorsi anche di calciomercato: in casa Milan ballano ancora i rinnovi di contratto di Donnarumma e Calhanoglu, che senza l’arrivo in cassa dei soldi della coppa dalle grandi orecchie potrebbero anche essere sacrificati in chiave mercato al pari di Romagnoli; dalle parti della Continassa, invece, rimane in piedi il discorso sul futuro di Cristiano Ronaldo, che potrebbe essere lontano da Torino come quello di Pirlo, sul quale piomba da mesi inesorabile la figura di Allegri e, più recente, quella di Zidane; che potrebbe anche spingere per la permanenza di CR7 a Torino, in compagnia dei vari Morata (alto il costo del suo riscatto), Chiellini e Buffon (in scadenza di contratto).

Incastri che vedono coinvolti anche lo stesso Donnarumma (l’ipotesi di un futuro a Torino non è di certo mai tramontata) e Dybala, il cui addio alla causa bianconera potrebbe avvenire solo dietro l’approdo, sulla scrivania della dirigenza (a proposito, scrivania di chi? Di quel Paratici anche lui in odore di addio?) di offerte concrete ad oggi ancora non pervenute. E se dovesse tornare Allegri, vedere ancora in bianconero La Joya non appare ipotesi così remota. Dubbi, speculazioni, rumors. Ma ora la palla passa al campo, lì dove i due allenatori proveranno, affidandosi ai loro cannonieri Ronaldo e Ibrahimovic, ad abbattere il muro avversario. Juventus che rilancia Chiesa e Morata (favorito su Dybala), con Chiellini titolare al fianco di De Ligt. Pioli, invece, lancia la carta Diaz a discapito di Leao e Rebic, entrambi in panchina. Con Donnarumma che, ancora una volta, indosserà la fascia da capitano. Del Milan, per il momento.