di Doriano Rabotti La cantera azzurra è neroverde, anche se l’uomo del momento, Manuel Locatelli, a Sassuolo è rifiorito. Non proprio cresciuto nel vivaio come i Berardi o come il Raspadori che Mancini non ha ancora lanciato, anche se ci crede tantissimo per il futuro. Il presente è Locatelli, il bravo ragazzo educato che dopo il gol mostra la T, come la fidanzata Thessa, come il cagnolino Teddy. Mentre gli occhi degli italiani si godevano la doppietta dell’ex talento milanista diventato calcisticamente uomo sotto la guida di De Zerbi, quelli del...

di Doriano Rabotti

La cantera azzurra è neroverde, anche se l’uomo del momento, Manuel Locatelli, a Sassuolo è rifiorito. Non proprio cresciuto nel vivaio come i Berardi o come il Raspadori che Mancini non ha ancora lanciato, anche se ci crede tantissimo per il futuro.

Il presente è Locatelli, il bravo ragazzo educato che dopo il gol mostra la T, come la fidanzata Thessa, come il cagnolino Teddy. Mentre gli occhi degli italiani si godevano la doppietta dell’ex talento milanista diventato calcisticamente uomo sotto la guida di De Zerbi, quelli del plenipotenziaro del Sassuolo Giovanni Carnevali probabilmente si riempivano del simbolo dei dollari, come Paperon de’ Paperoni nei fumetti. Perché questi Europei stanno definitivamente mettendo in vetrina, anche oltre i confini nazionali, le grandi capacità del club emiliano nello scoprire talenti, soprattutto italiani. E nel lanciarli verso traguardi impensabili per un club di provincia, ancorché con le spalle robuste come quelle della famiglia Squinzi.

E’ difficile dire oggi con esattezza quanto valga il ventitreenne centrocampista azzurro, cresciuto molto da quando il padre Emanuele era il suo allenatore nel Pescate, la prima squadra all’oratorio di Lecco. Di sicuro, costa più dei 40 milioni dettati al momento in cui è iniziata una trattativa, con la Juventus, che ancora non si è conclusa proprio perché il Sassuolo non ha fretta, quando c’è da vendere. Se ancora la Juve non ha trovato il modo di convincere il club a mollare il centrocampista che Allegri vuole, pur avendo messo sul piatto anche Rovella eo Fagioli come contropartita tecnica oltre ai soldi, è perché l’asta sembra solo all’inizio. Il rivale più serio della Signora potrebbe essere il Tottenham di Fabio Paratici, che la trattativa per portare il ’Loca’ in bianconero la avviò quando ancora lavorava per gli Agnelli. Si parla anche dell’Arsenal, così come il Manchester United segue con attenzione l’altro talento titolare con Mancini, ovvero Mimmo Berardi, seguito anche dal Milan.

Carnevali ha dimostrato negli anni, anche quando ha ceduto giocatori che poi hanno fatto bene in azzurro o nei club come Acerbi, Sensi e Politano, di saper ottenere il massimo quando monetizzare è obbligatorio. Il fatto di non averne bisogno, di vendere, rende il ’piccolo’ Sassuolo (che non è andato in Europa per due gol di differenza reti nei confronti della Roma) forte a braccio di ferro.

Al gioco dei talent, poi, è imbattibile: che oggi la nazionale sia così farcita di neroverdi o di ex è solo la conseguenza logica di una politica, quella dei giovani da lanciare, che nella capitale delle piastrelle hanno trasformato in pratica quotidiana.

Al Sassuolo i giovani ritenuti bravi giocano. E crescono tanto da diventare importanti per le loro nazionali, non solo quella italiana. Detta così sembra facile.