Nessuno potrà mai dire quanto l’abbia persa quella formazione-esperimento, al limite "tra genio e follia", come lo ha battezzato il Sun, di Pep Guardiola, o quanto l’abbia vinta la praticità e la voglia di riscatto di Thomas Tuchel, terzo condottiero tedesco, dopo il Liverpool di Klopp e il Bayern di Flick, a salire, consecutivamente, sul tetto d’Europa. Il Chelsea porta a Londra la...

Nessuno potrà mai dire quanto l’abbia persa quella formazione-esperimento, al limite "tra genio e follia", come lo ha battezzato il Sun, di Pep Guardiola, o quanto l’abbia vinta la praticità e la voglia di riscatto di Thomas Tuchel, terzo condottiero tedesco, dopo il Liverpool di Klopp e il Bayern di Flick, a salire, consecutivamente, sul tetto d’Europa.

Il Chelsea porta a Londra la seconda Champions della sua storia (la prima, la vinse Roberto Di Matteo nel 2012, pure lui, come Tuchel, subentrato in corsa), e il City si arrende a quella bestia nera - in maglia blu - contro cui, in un mese, han sbattuto la testa tre volte. La finale di Porto non sarà ricordata per le sue scintille, ma sicuramente per il tono dei due gentleman che si sono affrontati in panchina. Guardiola è sì, il grande sconfitto, ma con il bacio alla medaglia del secondo posto ha nobilitato la competizione e lo spettacolo del "Do Dragao": non poteva essere pieno, ma una finale scaldata dal pubblico dopo il gelo di un anno e passa di pandemia, doveva essere onorata così.

I tabloid britannici, il giorno dopo, osannano "Kai e molto altro", come titola il Daily Mail, mettendo in risalto l’immagine del goleador Kai Havertz, mentre l’Express gioca con il cognome dell’ex Bayer Leverkusen: "Hav a little beat of that". "Da prendersi e tenere", è il titolo scelto dallo Star. Il Sun non perdona Guardiola, "il grande alchimista del Manchester City ha finito per creare solo una bomba a orologeria contro la sua stessa squadra, non schierando nemmeno un centrocampista difensivo e un attaccante di ruolo". Ma niente sminuisce è la vittoria di Tuchel, guru arrivato in corsa al posto di Lampard che ha impresso la svolta alla squadra e contagiosa grinta nei 90 minuti portoghesi.

La vittoria Champions gli varrà il rinnovo. "Dovrebbe essere così, se non sbaglio il mio agente mi aveva detto questa cosa, ma sarà meglio controllare", ha detto, carezzando la sua prima Coppa.