Senza più Nibali, tornato a casa per concentrarsi sui Giochi, il Tour si rimette in moto per l’ultima settimana: due arrivi in salita sui Pirenei e una crono di trenta chilometri, questo il menu per chi vuol tentare di rovesciare Pogacar, anche se il rischio è che ci sia terreno perché a guadagnare ancora sia il...

Senza più Nibali, tornato a casa per concentrarsi sui Giochi, il Tour si rimette in moto per l’ultima settimana: due arrivi in salita sui Pirenei e una crono di trenta chilometri, questo il menu per chi vuol tentare di rovesciare Pogacar, anche se il rischio è che ci sia terreno perché a guadagnare ancora sia il bimbo sloveno, fin qui autoritario pur senza strafare.

Oltre che per tirare il fiato, il giorno di riposo si rivela utile per scoprire cosa ci sia dietro le crisi di alcuni protagonisti. Ad esempio Jakob Fuglsang, presentatosi come candidato al podio e già a un’ora dalla maglia gialla: al sito tuttobiciweb il danese attribuisce il suo passo difficoltoso ("corro come se avessi un limitatore di velocità") alla seconda dose di vaccino. Non solo: a sentir lui, dello stesso problema soffre il suo ex compagno Nibali, frenato dopo la vaccinazione. Non certo un buon segnale per Tokyo.

Chi non vuol frenare è Mattia Cattaneo, il migliore dei nostri in classifica: è a un tiro dalla top ten, dopo averla assaggiata per una tappa e di qui a Parigi vuole migliorarsi, contando su salite e crono.

"Finora sono andato bene perché conosco i miei limiti e non ho voluto superarli: sono sempre andato del mio passo senza guardare gli altri. Vorrei chiudere nei dieci, per uno venuto qui al Tour de France per aiutare e non per far classifica sarebbe il massimo", dice il trentenne bergamasco.

Classifica dopo 15 tappe: 1) Tadej Pogacar (Slo, Uae) in 62h 07’18’’, 2) Uran (Col) a 5’18’’, 3) Vingegaard (Dan) a 5’32’’, 4) Carapaz (Ecu) a 5’33’’, 5) O’ Connor (Aus) a 5’58’’, 11) Cattaneo a 14’45’’.

a.cos.