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27 giu 2021

Tour, la paura e una certezza: Alaphilippe

Due maxi cadute nella prima tappa, una causata da una tifosa con un cartello. In giallo va il ”D’Artagnan“ francese con un finale d’autore

27 giu 2021
angelo costa
Sport
Corridori a terra nel groviglio di bici dopo la seconda maxi caduta di ieri. A destra Julian Alaphilippe, 29 anni, iridato in carica: ha staccato tutti nel finale in salita
Corridori a terra nel groviglio di bici dopo la seconda maxi caduta di ieri. A destra Julian Alaphilippe, 29 anni, iridato in carica: ha staccato tutti nel finale in salita
Corridori a terra nel groviglio di bici dopo la seconda maxi caduta di ieri. A destra Julian Alaphilippe, 29 anni, iridato in carica: ha staccato tutti nel finale in salita
Corridori a terra nel groviglio di bici dopo la seconda maxi caduta di ieri. A destra Julian Alaphilippe, 29 anni, iridato in carica: ha staccato tutti nel finale in salita
Corridori a terra nel groviglio di bici dopo la seconda maxi caduta di ieri. A destra Julian Alaphilippe, 29 anni, iridato in carica: ha staccato tutti nel finale in salita
Corridori a terra nel groviglio di bici dopo la seconda maxi caduta di ieri. A destra Julian Alaphilippe, 29 anni, iridato in carica: ha staccato tutti nel finale in salita

di Angelo Costa Il Tour parte col botto. E con le botte. Il botto lo fa Julian Alaphilippe, che in un colpo solo realizza tutti i suoi desideri: vincere in maglia iridata, vestirsi di giallo e dedicare il successo al figlio Nino, nato da due settimane. Ci riesce secondo consolidato e spettacolare schema: nel tratto che si arrampica a due chilometri e mezzo dal traguardo, il D’Artagnan francese allunga per vedere l’effetto che fa e diventa irraggiungibile. E’ una meritatissima passerella, col dito in bocca a festeggiare il pupo, mentre alle sue spalle si giocano altre partite: in quella slovena Roglic strappa l’abbuono a Pogacar dopo averlo stuzzicato in salita, in quella italiana Nibali è l’unico a restare con i migliori, spedendo un bel segnale di salute in prospettiva Giochi. "E’ un’emozione speciale: avevo immaginato di vivere una giornata così, ma riuscirci è un’altra cosa. Mi sono lanciato presto per capire come stavano gli avversari, quando ho visto il ‘buco’ ho dato gas fino in fondo", racconta Alaphilippe, in giallo per il terzo Tour di fila e per la diciottesima volta, una collezione destinata ad allungarsi oggi in una altra frazione simile a una classica del Nord, col Muro di Bretagna da scalare un paio di volte. Le botte sono quelle di un paio di maxi cadute che già segnano la classifica, oltre che il fisico di molti atleti. Assurda la prima, a una cinquantina di chilometri dal traguardo, conseguenza dell’idiozia ormai imperante a bordo strada nel ciclismo: per mostrare un cartello alle telecamere, un’allegra signora si sporge a bordo strada e fa cadere Tony Martin che a sua volta fa strike in gruppo, senza badare a capomastri (a terra anche Alaphilippe) o manovalanza (corsa finita per il tedesco Sutterin). Tipica e ben più pesante la seconda, a meno di 10 ...

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