Mark Cavendish, 36 anni: per lui un tris al Tour dopo un ‘digiuno’ di. cinque stagioni
Mark Cavendish, 36 anni: per lui un tris al Tour dopo un ‘digiuno’ di. cinque stagioni
di Angelo Costa Caventris. Da ciclista in cui non credeva più nessuno a dominatore delle volate al Tour a 36 anni: la parabola di Cavendish continua. Con uno sprint strategicamente perfetto: il baronetto della velocità deve soltanto scendere all’ultima fermata del trenino Deceuninck, dove a far da locomotiva c’è come sempre l’iridato Alaphilippe. "Questa è una squadra dove vince l’umiltà", commenta Cannonball dopo aver abbracciato tutti i compagni. Cavendish dice 33 e non è solo un segnale di salute: con questo successo è a un...

di Angelo Costa

Caventris. Da ciclista in cui non credeva più nessuno a dominatore delle volate al Tour a 36 anni: la parabola di Cavendish continua. Con uno sprint strategicamente perfetto: il baronetto della velocità deve soltanto scendere all’ultima fermata del trenino Deceuninck, dove a far da locomotiva c’è come sempre l’iridato Alaphilippe. "Questa è una squadra dove vince l’umiltà", commenta Cannonball dopo aver abbracciato tutti i compagni.

Cavendish dice 33 e non è solo un segnale di salute: con questo successo è a un passo dal record di Merckx. E’ un semplice dato statistico, che sottolinea il valore del campione nel suo campo, lo sprint. Quanto ai paragoni, il primo a non cadere in tentazione è il diretto interessato, mentre il Cannibale belga, a chi gli fa notare che questa settimana lo sprinter britannico potrebbe eguagliarlo o addirittura sorpassarlo, seppellisce ogni confronto con una battuta: "Certo, poi però dovrà anche vincere cinque Tour come me".

Di novità, la tappa dopo il riposo segnala solo un calo dell’andatura, meno folle del solito, a parte gli ultimi chilometri, quando il vento stuzzica più di una squadra a far ventagli e da un passo turistico si passa ai settanta all’ora. A rimetterci è soprattutto Colbrelli, già fiaccato dalla rincorsa dopo una foratura: l’improvvisa accelerazione gli presenta il conto all’arrivo, dove arriva con la lingua fuori. A non tirarsi il collo nell’inseguire sono Thomas e Nibali, che incassano cinque minuti di ritardo pensando al tappone di oggi, con la doppia scalata del Ventoux, leggendaria montagna che verrà scalata da due versanti diversi, impegnativi per pendenze e calura: occasione per il siculo di fare un test olimpico.

All’esame di oggi guardano in tanti, a cominciare da Pogacar, che viaggia con l’idea di regalare imprese e dimostrare "che sono bravo sempre". Viaggia anche, il bimbo sloveno, con gli inevitabili dubbi di chi, davanti ad un fenomeno, si chiede cosa ci sia dietro: un classico, specialmente in Francia. Nemmeno su questo fronte il signorino in giallo si tira indietro: "Facciamo molti controlli antidoping: domenica ne ho fatti tre, dovrebbe bastare per far sparire ogni sospetto". Già, dovrebbe.

Ordine d’arrivo decima tappa Albertville-Valence: 1) Cavendish (Gbr, Deceuninck) km 191 in 4h 14’07’’ (media 45,027), 2) Van Aert (Bel) st, 3) Philipsen (Bel), 4) Bouhanni (Fra), 5) Matthews (Aus), 17) Colbrelli, 130) Nibali a 4’38’’.

Classifica: 1) Pogacar (Slo, Uae) in 38h 25’17’’, 2) O’ Connor (Aus) a 2’01’’, 3) Uran (Col) a 5’18’’, 4) Vingegaard (Nor) a 5’32’’, 5) Carapaz (Ecu) a 5’33’’, 6) Mas (Spa) a 5’47’’, 12) Cattaneo a 11’38’’, 31) Thomas (Gbr) a 44’20’’, 36) Nibali a 46’03’’.