di Angelo Costa Tour a eliminazione. Uno esce di scena prima del via: staccato in classifica e vuoto di energie, Egan Bernal saluta e torna a casa. Gli altri si arrendono al potere sloveno un po’ alla volta, arrampicandosi sull’unica cima che supera i duemila metri. Tutti tranne uno: osare su una montagna da colombiani vale a Miguel Angel Lopez la soddisfazione di lasciarsi alle spalle Roglic e Pogacar, i duellanti per il trono giallo. Gli vale anche il terzo posto in classifica, un bel regalo per i 47 anni del suo manager...

di Angelo Costa

Tour a eliminazione. Uno esce di scena prima del via: staccato in classifica e vuoto di energie, Egan Bernal saluta e torna a casa. Gli altri si arrendono al potere sloveno un po’ alla volta, arrampicandosi sull’unica cima che supera i duemila metri. Tutti tranne uno: osare su una montagna da colombiani vale a Miguel Angel Lopez la soddisfazione di lasciarsi alle spalle Roglic e Pogacar, i duellanti per il trono giallo. Gli vale anche il terzo posto in classifica, un bel regalo per i 47 anni del suo manager Vinokourov.

Che il Superman sudamericano si accontenti del podio e non provi ad andare oltre si scoprirà già oggi, in una tappa che di colli da scalare ne propone sei: tutti più bassi, più corti e meno cattivi della scalata al Col de la Loze, dove in certi tratti al posto della bici servirebbe uno skilift, comunque adatti a chi crede ancora di rovesciare il tavolo. Dopo di che resterà solo la crono di 36 chilometri che sabato si arrampicherà a Plateau des Belles Filles: a meno di sorprese, lì i due sloveni si giocheranno tutto.

Aspettando le prossime, l’ultima puntata premia la maturazione di Lopez, già sul podio di Vuelta e Giro, dove un anno fa prese a pugni un tifoso che lo aveva fatto cadere. Dopo un Tour in cui distilla le energie, esce dalla tana nella giornata ideale: annusa l’aria a tre chilometri dalla vetta, quando si esaurisce la lunga fuga di Carapaz, poi allunga il passo e resiste alla rincorsa di Roglic, a sua volta inseguito da Pogacar che reagisce da campione all’unico attimo di stanchezza e anche all’invadenza dei tifosi, tanti e troppi sulla strada. Così Lopez può festeggiare il primo centro in Francia sotto gli occhi del presidente Macron, mentre dietro i due sloveni si contano i danni: fra chi ci rimette c’è anche Landa, spentosi di colpo dopo aver fatto lavorare tutto il giorno la squadra, compreso l’ottimo Caruso.

A proposito di Caruso: è uno dei nomi nella lista degli azzurrabili per il Mondiale di Imola. Tredici, uno in più del previsto: il ct Cassani vi infila anche Formolo, sperando nel suo miracoloso recupero dopo la rottura della clavicola al Tour. Gli altri sono Nibali, Bagioli, Bettiol, Brambilla, Colbrelli, Conci, Fabbro, Masnada, Moscon, Ulissi e Visconti, da cui sabato usciranno gli otto per la corsa iridata. Un altro colombiano, Gaviria, vince il giro di Toscana, Ulissi resta leader in Lussemburgo dove la protesta dei corridori per il tracciato pericoloso fa accorciare la tappa.

Classifica Tour dopo 17 tappe: 1) Roglic (Slo, Jumbo) in 74h 56’07’’, 2) Pogacar (Slo) a 57’’, 3) Lopez (Col) a 1’26’’, 4) Porte (Aus) a 3’05’’, 5) A. Yates (Gbr) a 3’14’’, 6) Uran (Col) a 3’24’’, 7) Landa (Spa) a 3’27’’, 12) Caruso a 12’30’’.