di Angelo Costa Un po’ per uno in braccio alla nonna: dopo Van Aert e Alaphilippe, tocca a Van der Poel (nella foto) prendersi una tappa. Così oggi, accontentato il trio meraviglia, la Tirreno-Adriatico può affrontare quello che una volta era il tappone, l’arrivo in salita di Prati di Tivo, sul Gran Sasso, dopo aver affrontato altri due colli: ci sta che all’elenco delle firme illustri se ne aggiunga una del...

di Angelo Costa

Un po’ per uno in braccio alla nonna: dopo Van Aert e Alaphilippe, tocca a Van der Poel (nella foto) prendersi una tappa. Così oggi, accontentato il trio meraviglia, la Tirreno-Adriatico può affrontare quello che una volta era il tappone, l’arrivo in salita di Prati di Tivo, sul Gran Sasso, dopo aver affrontato altri due colli: ci sta che all’elenco delle firme illustri se ne aggiunga una del settore grandi giri, Pogacar o Bernal a scelta, sempre che a ruggire non sia uno fra Nibali e Ciccone, che corre in casa. Di tapponi, in realtà, in questa Tirreno se ne corre uno al giorno: con quei tre fenomeni a darsele di santa ragione e tutti gli altri a cercare di tenerne il passo, ogni finale è da pelle d’oca.

Lo è anche quello di Gualdo Tadino, con l’iridato Alaphilippe che apparecchia la tavola con la squadra, Van Aert che prova il guizzo e Van der Poel che lo scavalca lanciandosi in anticipo, memore della mezza dormita del giorno precedente. Uno a uno e palla al centro: la prossima si gioca in montagna. "Ero frustrato per l’errore del giorno prima, ci tenevo a far bene. Volevo una tappa, anche per premiare il lavoro dei miei compagni", recita VdP, arrivato a braccia conserte ("come il motociclista Quartararo", dice lui) davanti a Van Aert e all’ottimo Ballerini al termine di una giornata in cui a rimetterci secondi preziosi sono Bernal, Thomas, Simon Yates e Ciccone, frenati da una caduta di altri corridori nel finale.

Difficile vedere l’olandesone davanti anche oggi, così come Alaphilippe: del trio meraviglia, il più attrezzato a reggere l’urto della salita è Van Aert, motivato anche dalla maglia di leader.

Classifica: 1) Wout Van Aert (Bel), 2) Van der Poel (Ola) a 4’’, 3) Alaphilippe (Fra) a 10’’, 4) Landa (Spa) a 19’’, 5) Pogacar (Slo) a 20’’, 13) Nibali st, 27) Bernal (Col) a 38’’.

Alla Parigi-Nizza bis di Primoz Roglic, che vince lo sprint in salita della sesta tappa su Laporte e Matthews e consolida il primato. Nel gruppo dei migliori anche Aru, le due tappe finali cambiano tracciato perché la Costa Azzurra entra in zona rossa.