Roma, 26 febbraio 2020 - " I'm saying goodbye". Una lunga e commovente lettera affidata a Vogue e VaityFair: Maria Sharapova si ritra. A 32 anni dà l'addio al tennis. Sharapova, una delle più forti tenniste contemporane, è entrata nella storia di questo sport per essere stata la prima ruissa a vincere Wimbledon a soli 17 anni. Sharapova ha affidato il suo adduio anche a un video su un canale dedicato alla moda: Vogue appunto.

Sharapova era stata squalificata per doping e ha dobuto pattire anche tantissimi guai fisici. Ora la decisione di rititarsi dal tennis agonistico.

Questo l'attacco della lettera di Maria: “Come fai a lasciarti alle spalle l’unica vita che tu abbia mai conosciuto? Come ti allontani dai campi su cui ti sei allenata da quando eri una bambina, il gioco che ami – che ti ha portato lacrime indicibili e gioie indicibili – uno sport in cui hai trovato una famiglia, insieme ai fan che si sono radunati dietro di te da più di 28 anni? Lo so questo, quindi per favore perdonami. Tennis, ti sto dicendo addio".

La lettera prosegue poi con il primo ricordo del tennis: era una bambina, aveva appena 4 anni: "Avevo quattro anni a Sochi, in Russia, così piccola che le mie minuscole gambe pendevano dalla panca su cui ero seduta. Così piccola che la racchetta che ho raccolto accanto a me aveva il doppio delle mie dimensioni. Quando avevo sei anni, ho viaggiato in tutto il mondo ed anche in Florida con mio padre. All’epoca il mondo intero sembrava gigantesco. L’aereo, l’aeroporto, l’ampia distesa americana: tutto era enorme, così come il sacrificio dei miei genitori".

Poi ha ripercorso le tappe di una carriera che l'ha portata sotto i riflettori del mondo non solo per la sua indiscutibile bravura, ma anche per la bellezza. "Una delle chiavi del mio successo è che non ho mai guardato indietro e non ho mai guardato avanti. Credevo che se avessi continuato a macinare e macinare, avrei potuto spingermi in un posto incredibile".

E la chiusura: " Dopo 28 anni e cinque titoli del Grand Slam, sono pronta a scalare un’altra montagna, per competere su un diverso tipo di terreno... Continuerò ad arrampicare, continuerò a crescere".