Nick Kyrgios (Ansa)
Nick Kyrgios (Ansa)

Washington, 2 agosto 2021 - Lo stress, la pressione dei media, la fama che si ritorce contro un atleta. Negli ultimi mesi sono tanti gli sportivi professionisti che accusano problemi mentali legati all'ansia e alle aspettative che il mondo intero ripone sulle loro spalle. A parlare di ciò è stato anche Nick Kyrgios, tennista dal talento immenso conosciuto ai più per le sue tendenze "estroverse" sul campo di gioco, che spesso gli sono costate multe e sanzioni nei tornei Atp.

"Sono caduto in posti bui che, a sentire ciò di cui parla Naomi Osaka, dal mio punto di vista erano venti volte peggiori". L'australiano fa riferimento alle dichiarazioni della tennista giapponese, una delle migliori nel circuito WTA, che è stata costretta a fermarsi in alcuni occasioni a causa dell'eccessivo stress accumulato. "Altri godono di ottima stampa, non ricevono messaggi di odio o multe ridicole per aver lanciato una pallina fuori dallo stadio - prosegue Kyrgios - mentre per me è stata molto dura. Essere uno dei giocatori più conosciuti d'Australia a diciotto anni, martellato dai media, non è stato semplice. Ora ho 26 anni e sono abbastanza grande per capire che sono tutte cavolate".

Kyrgios si ritiene un tennista "part-time", per il quale qualunque torneo potrebbe essere l'ultimo: "È strano essere tornato a giocare qui a Washington. Sento l'atmosfera, come se ogni torneo potesse essere l'ultimo. Ho una strana sensazione al riguardo e non ho obiettivi per la mia carriera come scalare il ranking o vincere tornei. Sto solo affrontando tutto giorno dopo giorno".

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