Roma, 23 giugno 2020 - Novak Djokovic positivo al Coronavirus. Un fulmine a cielo tutt'altro che sereno per il fuoriclasse serbo, numero uno del ranking Atp e personaggio di livello mondiale. L'asso del tennis era al centro delle polemiche dopo i casi di Covid emersi all'Adria Tour, evento "a porte aperte" da lui promosso che nella serata di ieri ha visto salire a 5 i casi positività, gli ultimi in ordine di tempo quelli di Viktor Troicki e della moglie. Fermato a causa del focolaio della pandemia, il torneo esibizione tra  Belgrado (Serbia) e Zara (Croazia) è stato bersagliato dalle critiche per la carenza di precauzioni e misure anti Coronavirus.  E sulla graticola è finito in particolare Djokovic il quale, invece di sottoporsi immediatamente al test a Zara - dove è partito il contagio -, ha preferito far ritorno in Serbia dove ha effettuato gli accertamenti del caso. Quindi la doccia fredda con la notiza battuta poco dopo le 14 dall'agenzia Tanjug che ha ripreso un comunicato del serbo stesso. Nella finale dell'Adria Tour, prevista per domenica e annullata, sarebbe dovuto scendere in campo lo stesso Djokovic. Tra i tennisti positivi, nei giorni scorsi, anche il croato Borna Coric, numero 33 della classifica Atp e il bulgaro Grigor Dimitrov (n. 19 del mondo). Stessa sorte per il preparatore atletico di Djokovic, Marko Paniki, e l'allenatore di Dimitrov, Kristijan Groh. Negativi, invece, il croato Marin Cilic, il tedesco Alexander Zverev e il russo Andrey Rublev.

Le polemiche

Dalle immagini dell'Adria Tour, circolate in tutto il mondo, si vedono tifosi e tennisti seduti nell'impianto senza distanze sociali. Senza contare abbracci e pacche sulle spalle tra i campioni, documentati nelle foto. Critiche, oltre per gli assembramenti, anche per le feste in discoteca organizzate dai protagonisti. Che si sono difesi ricordando come Serbia e Croazia non abbiano particolari limitazioni nella lotta al Covid-19.

Quindi l'escalation di contagi con le autorità croate che ora temono nuovi casi nel Paese perché i giocatori e il loro entourage potrebbero essere stati in contatto con molte persone durante l'evento aperto al pubblico. Lo stesso primo ministro croato, Andrej Plenkovic, è andato precauzionalmente a fare un test dopo aver incontrato alcuni giocatori e organizzatori dell'evento, risultando negativo.

L'annuncio di Djokovic

Prima il comunicato, per dire che "Novak Djokovic è risultato positivo al test per il Covid-19. Immediatamente dopo il suo arrivo a Belgrado, Novak e tutta la sua famiglia si è sottoposta al test per il coronavirus". Quindi Djokovic che si presenta davanti ai giornalisti e spiega che "sia lui che sua moglie sono infetti, mentre i bambini sono negativi". Chiarisce che "il nostro torneo aveva un carattere umanitario con l'idea di aiutare i tennisti della regione, per consentire loro di giocare, di guadagnare qualcosa in modo da superare meglio questo difficile periodo". E sottolinea: "Abbiamo organizzato il torneo quando il virus si era indebolito, pensando che ci fossero le condizioni per il suo svolgimento".  L'asso serbo è dispiaciuto "tantissimo per tutti i casi di contagio. Seguo i consigli dei medici e spero che il numero dei contagiati non crescerà e non vi saranno complicazioni sanitarie". Ora resterà in autoisolamento per 14 giorni, quindi "rifarò il test fra cinque giorni".

Negli stessi minuti, ecco il post sul social ufficiale dell'Adria Tour: "Sono davvero dispiaciuto per i problemi che posso aver causato. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto con cuore puro e buone intenzioni. Io sto bene e non ho sintomi. State al sicuro e in salute. Vi voglio bene".

Gaudenzi

"E' un po' come quando dici ai tuoi figli mentre provano a imparare a guidare la bici di indossare il casco. E loro dicono 'no, no e no'. Poi vanno in bici, cadono e mettono il casco". Andrea Gaudenzi, presidente dell'Atp (ex numero 18 del mondo), non risparmia bordate a Djokovic in un'intervista al New York Times. "Ora sappiamo tutti che possiamo prenderlo molto facilmente, quindi staremo ancora più attenti e forse avremo un po' più di tolleranza nei confronti della bolla", aggiunge.  "Ovviamente dispiace per i giocatori - dice ancora - vogliamo che si riprendano il prima possibile. Sappiamo che ci sono state molte critiche, ma dobbiamo stare tutti attenti ed essere consapevoli che, anche con misure estreme, potrebbero esserci delle positività. Corriamo tutti il rischio".

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

"The moment we arrived in Belgrade we went to be tested. My result is positive, just as Jelena's, while the results of our children are negative. Everything we did in the past month, we did with a pure heart and sincere intentions. Our tournament meant to unite and share a message of solidarity and compassion throughout the region. The Tour has been designed to help both established and up and coming tennis players from South-Eastern Europe to gain access to some competitive tennis while the various tours are on hold due to the COVID-19 situation. It was all born with a philanthropic idea, to direct all raised funds towards people in need and it warmed my heart to see how everybody strongly responded to this. We organized the tournament at the moment when the virus has weakened, believing that the conditions for hosting the Tour had been met. Unfortunately, this virus is still present, and it is a new reality that we are still learning to cope and live with. I am hoping things will ease with time so we can all resume lives the way they were. I am extremely sorry for each individual case of infection. I hope that it will not complicate anyone's health situation and that everyone will be fine. I will remain in self-isolation for the next 14 days, and repeat the test in five days.”

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