Aveva promesso una cosa Martina Trevisan in un’intervista di febbraio scorso al nostro giornale, prima della sospensione di tutti i giochi. La tennista azzurra, 27 anni a novembre, fiorentina, aveva detto: "Dopo avere sconfitto l’anoressia e riconquistato me stessa, voglio entrare nella top 100 del tennis mondiale". E da ieri sera la ragazza dal sorriso contagioso e dal pugnetto festeggiante, ma mai derisorio nei confronti delle avversarie, nelle prime 100 c’è, all’83° posto – anche se si può già dire 82° perché Carla Suarez Navarro che la precede è ancora in classifica, ma difficilmente tornerà a giocare – dopo avere sconfitto e...

Aveva promesso una cosa Martina Trevisan in un’intervista di febbraio scorso al nostro giornale, prima della sospensione di tutti i giochi. La tennista azzurra, 27 anni a novembre, fiorentina, aveva detto: "Dopo avere sconfitto l’anoressia e riconquistato me stessa, voglio entrare nella top 100 del tennis mondiale". E da ieri sera la ragazza dal sorriso contagioso e dal pugnetto festeggiante, ma mai derisorio nei confronti delle avversarie, nelle prime 100 c’è, all’83° posto – anche se si può già dire 82° perché Carla Suarez Navarro che la precede è ancora in classifica, ma difficilmente tornerà a giocare – dopo avere sconfitto e in due set piuttosto netti (6-4 6-4) negli ottavi del Roland Garros, terzo e ultimo Slam di questa stagione pandemica, la giunonica e antipatica olandese Kiki Bertens, numero 8 del mondo. Un filotto che l’ha vista prevalere non solo sulla marchigiana Camila Giorgi, ma anche su altre tenniste ben più titolate di lei, come Cori Gauff e Maria Sakkari; adesso l’aspetta la diciannovenne Iga Swiatek, ora al numero 45, una delle promesse del tennis femminile. Domani ce la metterà tutta per volare ancora più in alto. "Grazie Italia, mi stanno arrivando tanti messaggi. Vi abbraccio virtualmente tutti – ha detto parlando nel suo dolce toscano nell’intervista di prammatica dei vincitori sul campo –. Vivo in un sogno. Sono arrivata a Parigi due settimane fa per giocare le qualificazioni, e sono ancora qui".

Ogni passo avanti è un pensiero rivolto al passato, a ciò che fra il 2009 e il 2014 l’aveva costretta a smettere di giocare tornei, lei promessa junior a livello internazionale, diventata anoressica, giunta a pesare 49 chili ("che sono niente per un’atleta") e a rifiutare il cibo oppure a vomitarlo. "Il messaggio che posso dare – dice da Parigi – è quello di non mollare mai anche nei momenti più difficili dove sembra veramente che la vita ti voglia male. Il corso delle cose si può cambiare cercando la luce, perché la luce c’è e arriverà". La luce che la Trevisan vuole continuare a tenere bene accesa per fare fruttare tutti i sacrifici, tutte le sofferenze che vita e sport non le hanno fatto mancare. La sua anoressia si è manifestata quando i genitori si sono separati. La sua è una famiglia di sportivi: il padre Claudio, ex giocatore di calcio giunto alla serie B; la madre Monica, maestra di tennis; il fratello Matteo, classe ‘89, anche lui promessa del tennis (a 21 anni era numero 267) bloccato da una lesione al tendine del polso.

Martina poteva trovarsi sulla stessa china dei rimpianti, e invece la sua forza di volontà e il coraggio di affidarsi prima alla mamma e quindi "a una bravissima psicoterapeuta con cui ho ho messo a nudo le mie ferite e che mi ha guarito" le hanno ridato il sorriso, il coraggio di affrontare estenuanti palleggi da fondo campo e soprattutto quella "voglia di non mollare mai" che le permette in campo di sfruttare le sue migliori qualità: tecnica, tocco, intelligenza tattica. Con queste doti può benissimo, lei alta 160 centimetri, combattere alla pari con ragazzone oltre il metro e 80, che sì hanno più forza di lei, ma di certo non sanno soffrire come Martina ha imparato a fare per tornare a riveder le stelle.