Il rumore è secco, familiare, sentito milioni di volte. E’ Il rumore del nastro sul quale si spegne quel rovescio così facile da chiudere in diagonale. Jannik Sinner ancora non sa che quel suono secco è la linea invisibile che passa tra un trionfo inevitabile e una finale, l’ennesima, già in tasca e una sconfitta che a pensarci mentre scriviamo, si fa fatica a credere che sia arrivata. In quel momento, Sinner aveva già vinto il primo set 63 sul cemento di Vienna, tritando letteralmente Frances Tiafoe. E nel secondo, se possibile, aveva alzato ancora i giri della centrifuga nella quale è finitol’americano. Tiafoe subisce subito il break, poi deve difendersi con i denti e qualche invenzione che pare da kamikaze e sarà, invece, l’architrave di un trionfo...

Il rumore è secco, familiare, sentito milioni di volte. E’ Il rumore del nastro sul quale si spegne quel rovescio così facile da chiudere in diagonale. Jannik Sinner ancora non sa che quel suono secco è la linea invisibile che passa tra un trionfo inevitabile e una finale, l’ennesima, già in tasca e una sconfitta che a pensarci mentre scriviamo, si fa fatica a credere che sia arrivata.

In quel momento, Sinner aveva già vinto il primo set 63 sul cemento di Vienna, tritando letteralmente Frances Tiafoe. E nel secondo, se possibile, aveva alzato ancora i giri della centrifuga nella quale è finitol’americano. Tiafoe subisce subito il break, poi deve difendersi con i denti e qualche invenzione che pare da kamikaze e sarà, invece, l’architrave di un trionfo incredibile. Siamo sul 53 per Sinner che serve per il match. Il primo 15 fila via liscio. Poi il rumore di quel nastro e tutto cambia.

Dicevamo dell’americano che inventa tennis anni ‘80, giocandosela sul serve and volley, smorzate, demi voleé, cercando colpi che sembrano disperati e che invece, evidentemente, smonteranno le certezze tattiche di Sinner pezzo per pezzo, fino a farlo piombare all’inferno. Si sa quanto Tiafoe sia guascone, sorridente, sempre pronto a fare show in sintonia con il pubblico e questa, ieri, è diventata un’arma affilatissima - addirittura più affilata del suo tennis - al punto di consentirgli una arrampicata sul match che pareva complicata tanto quanto farlo su di una lastra di vetro piena di olio.

Sì perchè nel secondo set, con il suo atteggiamento da giocosa e rassegnata vittima sacrificale, che finge addirittura di tirare la racchetta a Sinner dopo un punto di Jannik pazzesco, da una parte ha distratto SInner e dall’altra ha portato il pubblico dalla sua. Eh sì perchè tutta l’arena viennese a quel punto si è convinta che l’americano non solo sarebbe stato sconfitto ma, impotente di fronte al tennis lacerante di Jannik, ma sarebbe stato anche umiliato. Va detto che se certe sceneggiate sono simpatiche e anche divertenti, quando si ripetono in ogni 15 con la continua ricerca della gag anche forzata e del ’cinque’ con il pubblico, finisce per infastidire. Sicuramente non avrà fatto piacere a Sinner che, in ogni caso, è caduto in due trappole: credere di averla vinta fino a quando non ha sentito il rumore di quel maledetto nastro e farsi risucchiare psicologicamente in una bagarre travestita da puntata di Zelig fino a perdere le coordinate gps del match. Quel rumore secco e che in quel momento pare innocuo è invece la campanella di un una semifinale che da lì cambia radicalmente. Tiafoe si carica. Il pubblico lo osanna lui rotea i pugni al cielo come un gladiatore che sta per lasciare la vita terrena, pur da eroe. E invece, da lì è la fine di Sinner.

Tiafoe domina, gioca colpi pazzeschi, compresa una volee tra le gambe, rimonta e chiude 75 il secondo set. E, nel terzo, se possibile alza ancora di più i giri chiudendo la storia con un 62 che racconta la resa verticale di Jannik, aldilà del parziale di 11 punti a 2. Si interrompe così la serie di 11 vittorie di fila indoor - superficie su cui non perdeva da metà marzo - e di ben 23 set conquistati uno dietro l’altro.

La sconfitta in semifinale con Frances Tiafoe, 49 del ranking e proveniente dalle qualificazioni, non lascia il segno sulla classifica Atp: Sinner da lunedì sarà numero 9 del mondo, impresa storica. Lo lascia invece, nella classifica della Race to Turin, quella che determina i magnifici otto che prenderanno parte alle FInals del prossimo 14 novembre. Sinner al torneo di Vienna è andato forte di rimonta, conquistando l’ottavo posto e quindi per ora è dentro alle Finals, ma dovrà ricaricarsi in fretta perchè si gioca subito il torneo di Parigi-Bercy, i punti in palio sono mille ed è lì che Sinner e gli altri si giocheranno chance decisiva per volare a Torino.