Gianmarco “Gimbo“ Tamberi con la medaglia d’argento appena conquistata, e a destra Paolo Dal Molin, terzo nei 60 metri a ostacoli (Foto Fidal/Colombo)
Gianmarco “Gimbo“ Tamberi con la medaglia d’argento appena conquistata, e a destra Paolo Dal Molin, terzo nei 60 metri a ostacoli (Foto Fidal/Colombo)
Una medaglia per ogni metallo. L’Italia dell’atletica chiude con un oro, un argento e un bronzo gli Euroindoor di Torun, in Polonia. Al trionfo di Marcell Jacobs nei 60 metri, si aggiungono il secondo posto di Gianmarco Tamberi nella gara in cui era il favorito, ovvero il salto in alto, e il bronzo del redivivo Paolo Dal Molin nei 60 ostacoli, che lo rilancia sul podio a otto anni di distanza dall’argento di Goteborg. Poi c’è il quarto posto, quindi la medaglia ‘di legno’, di Tobia Bocchi nel triplo, e chissà come sarebbe andata se il carabiniere emiliano non fosse stato frenato...

Una medaglia per ogni metallo. L’Italia dell’atletica chiude con un oro, un argento e un bronzo gli Euroindoor di Torun, in Polonia. Al trionfo di Marcell Jacobs nei 60 metri, si aggiungono il secondo posto di Gianmarco Tamberi nella gara in cui era il favorito, ovvero il salto in alto, e il bronzo del redivivo Paolo Dal Molin nei 60 ostacoli, che lo rilancia sul podio a otto anni di distanza dall’argento di Goteborg. Poi c’è il quarto posto, quindi la medaglia ‘di legno’, di Tobia Bocchi nel triplo, e chissà come sarebbe andata se il carabiniere emiliano non fosse stato frenato da problemi fisici nelle ultime settimane di allenamenti. E al quarto posto chiudono anche, nell’ultima gara in pista del programma, le ragazze della 4X400 donne (oro alle imbattibili olandesi), a ritmo di primato nazionale.

Il bilancio può essere quindi soddisfacente per il neopresidente Fidal Stefano Mei e per il movimento in generale. A partire dal trionfo di Jacobs, sabato, neo campione europeo dei 60 metri, che promette di dar vita nello sprint, con Filippo Tortu, a una rivalità sportiva di quelle che in Italia piacciono tanto: gli esempi illustri del passato sono tanti, come Coppi-Bartali o Benvenuti-Mazzinghi. Rimane forse un po’ dolceamara la prova di Tamberi, tuttavia la finale dell’alto è stata uno spot per l’atletica, pur senza il lieto fine per ‘Gimbo’, presentatosi in versione biondo platino a questi Europei. Il capitano azzurro si è piazzato secondo, malgrado i 2,35 superati in maniera limpida, perché il bielorusso Maksim Nedasekau, in un crescendo di emozioni, ha piazzato la stoccata vincente nell’ultima prova a disposizione, superando i 2,37 che gli hanno garantito quell’oro che Tamberi sembrava aver conquistato. Insomma, volendo fare un paragone calcistico si può dire che sia stata una vittoria arrivata nei minuti di recupero dopo un’autentica altalena fra il bielorusso e Tamberi.

Dagli ostacoli, sui 60, arriva il bronzo di Paolo Dal Molin (oro al francese Wilhem Belocian e argento al britannico Andy Pozzi), che l’atleta delle Fiamme Oro, nativo di Yaoundé in Camerun, 33 anni, definisce "un premio alla costanza", ottenuto in 7“56, a un solo centesimo dal primato stagionale e a cinque dal suo record italiano. Trova un’ottima partenza, Dal Molin, come di consueto, quindi colpisce la seconda barriera ma riesce a mantenere un’azione efficace, poi nella fase centrale della gara viene però superato dai due avversari, imprendibili, il francese Belocian, all’oro in 7“42, e l’iridato britannico Pozzi, sconfitto con 7.43. Il terzo posto per l’azzurro è tuttavia netto: al traguardo con quattro centesimi di vantaggio sullo spagnolo Asier Martinez (7“60). L’altro azzurro, il debuttante Franck Brice Koua, chiude ottavo in 7“76. Giustificato l’entusiasmo con cui festeggia la medaglia, con il tricolore sulle spalle: si tratta della seconda medaglia in carriera dopo l’argento sempre agli Euroindoor a Goeteborg nel 2013.