Dusan Vlahovic, 10 gol in serie A e sono 27 in totale nel 2021
Dusan Vlahovic, 10 gol in serie A e sono 27 in totale nel 2021
di Angelo Giorgetti Perde per la prima volta il Milan e soprattutto vince la Fiorentina, che di fronte a 30mila spettatori si prende un risarcimento globale dopo la collezioni di punti lasciati per strada contro le grandi. Una vittoria fragorosa messa temporaneamente a rischio dalla rimonta milanista dopo il 3-0 (Duncan-Saponara-Vlahovic) che sembrava aver sdraiato i rossoneri al 60’. E invece doppietta di Ibra in 5 minuti, sofferenza a catinelle e poi il 4-2 di Vlahovic all’85’: copione pazzesco e scossone in testa alla classifica, in attesa di notizie da Inter.e Napoli oggi pomeriggio....

di Angelo Giorgetti

Perde per la prima volta il Milan e soprattutto vince la Fiorentina, che di fronte a 30mila spettatori si prende un risarcimento globale dopo la collezioni di punti lasciati per strada contro le grandi. Una vittoria fragorosa messa temporaneamente a rischio dalla rimonta milanista dopo il 3-0 (Duncan-Saponara-Vlahovic) che sembrava aver sdraiato i rossoneri al 60’. E invece doppietta di Ibra in 5 minuti, sofferenza a catinelle e poi il 4-2 di Vlahovic all’85’: copione pazzesco e scossone in testa alla classifica, in attesa di notizie da Inter.e Napoli oggi pomeriggio.

Primo tempo inizialmente molto tattico segnato per il Milan da un imprevisto, la super papera di Tatarusanu, capace di trasformare una presa minimal in un assist per Duncan appostato al confine dell’area piccola senza la speranza di ricevere un regalo così: da lì (15’) la partita ha preso una direzione elettrica con il Milan impegnato a pugnalare partendo dal centro e la Fiorentina molto ordinata nelle chiusure. Due parate abbastanza difficili di Terracciano su Tonali e Leao, qualche blitz milanista giocato con troppa sufficienza con l’idea stampata in fronte di poter segnare prima o poi, e poi la straordinaria esecuzione di Saponara al 45: un destro a giro da 20 metri che lo stadio viola ha intuito già nel ‘sette’ quando il giocatore viola ha preso la mira, quasi da fermo, puntando laddove anche Tatarusanu _ peraltro oppresso dalla papera _ non è riuscito a distendere il suo metro e novanta abbondante. Due a zero dopo 45 minuti tesi e in certi momenti sofferti per la Fiorentina, ma un grande passo in avanti verso la concretezza per una squadra incapace di raccogliere quanto meritava contro le grandi. Meno spettacolo, più solidità. Come se la Fiorentina cercasse un riconoscimento retroattivo di giustizia dopo i punti lasciati per strada contro avversari forti affrontati con maggiore spregiudicatezza. Un sinistro sbucciapalo di Ibra ha aperto la ripresa per ricordare che stava cominciando un’altra partita, poi ci ha provato Leao con un destro alto di poco. Pioli ha provato a smazzare con un triplo cambio al 57’ (dentro Giroud, Messia e Florenzi per Diaz, Saeleamekers e Kalulu) alzando ancora il potenziale offensivo, ma è arrivato subito il tris di Vlahovic lanciato da Duncan in versione giustiziere. Viola sopra di 3 gol dopo meno di un’ora, ma il Milan ha accorciato subito con Ibra servito incredibilmente da Bonaventura (come per restituire la papera di Tatarusanu).

Partita ancora aperta? Sì. Perché Ibra ha raddoppiato al 66’ raccogliendo di sinistro un assist di Hernandez. Risposta di Italiano: dentro Gonzalez riemerso dal Covid per Callejon e Castrovilli per un frastornato Bonaventura nel tentativo di far rialzare la testa alla Fiorentina. Ultimi 20 minuti mentalmente tesi, con la Fiorentina impegnata soprattutto ad abbassare il ritmo. Fino al poker di Vlahovic, freddo ma gentilmente aiutato da un altro imbarazzo della difesa milanista. E per lui sono già dieci gol in serie A.