Merih Demiral, 23 anni: 24 presenze nell’ultima stagione alla Juve, tanti gli infortuni
Merih Demiral, 23 anni: 24 presenze nell’ultima stagione alla Juve, tanti gli infortuni
Se nel girone di Francia, Portogallo e Germania (oltre alla povera Unghieria) la "F" sta per ferro, la "A" del gruppo azzurro è l’abbreviazione di "attenti". Non a caso, come ranking Fifa, il nostro girone è il secondo per difficoltà. Attenti ai turchi, tanto per incominciare, considerando che stasera si presentano all’Olimpico con la voglia matta di rovinarci la festa. Il problema è che, oltre alle intenzioni, questi qui hanno davvero le carte in regola per spaventarci. Qualche indizio sparso....

Se nel girone di Francia, Portogallo e Germania (oltre alla povera Unghieria) la "F" sta per ferro, la "A" del gruppo azzurro è l’abbreviazione di "attenti". Non a caso, come ranking Fifa, il nostro girone è il secondo per difficoltà. Attenti ai turchi, tanto per incominciare, considerando che stasera si presentano all’Olimpico con la voglia matta di rovinarci la festa. Il problema è che, oltre alle intenzioni, questi qui hanno davvero le carte in regola per spaventarci.

Qualche indizio sparso. Intanto hanno passato il girone di qualificazione come seconda, il che non sarebbe necessariamente indice di una corazzata, se non fosse che la prima era la Francia di Mbappé, Kanté e compagnia strabiliante. Ventincinque punti i francesi, ventitrè i turchi, ma attenzione (di nuovo): nel doppio confronto contro i campioni del mondo di Deschamps la nazionale del ct Senol Gunes ha fatto un figurone, vincendo 2-0 a Konya e pareggiando 1-1 a Parigi. Quel gol di Giroud, peraltro, è stato uno degli appena tre subiti in tutta la fase di qualificazione. In pratica, davanti alla porta di Cakir è stato alzato un muro, con capocantiere quel Merih Demiral che abbiamo imparato ad apprezzare prima con la maglia del Sassuolo, poi con quella della Juventus. Già perché l’altro problema nascosto nel problema, come in una matrioska di guai, è che i loro giocatori conoscono molto bene i nostri. Se Demiral avrà indottrinato a dovere i compagni di reparto (peraltro tutta gente ben navigata, da Celik a Soyuncu, passando per Meras), lo stesso avrà fatto Hakan Calhanoglu con i suoi vicini di campo. Il numero 10 del Milan arriva all’Europeo con il piglio da leader ("Penserò al mercato solo una volta finita la manifestazione"), alla guida di un reparto pieno di punte pericolose su cui l’Italia può farsi male. Burak Ylmaz ha vinto il campionato francece da protagonista con 16 gol in quel Lille dove brilla anche la stessa di Yusuf Yazici che i tifosi milanisti si ricordano bene. Segnò una tripletta da paura nel 3-0 con cui i francesci sbancarono San Siro in Europa League. Quella sera tra i pali c’era lo stesso che ci sarà stasera: Gigio Donnarumma. Incubi che ritornano.

La Turchia ci crede sul serio, tanto che ieri Gunes spostava molto in avanti la lancetta delle ambizioni: "Vogliamo andare in finale, magari contro l’Italia". Si sogna in grande dopo aver toccato il fondo. Già perché anche i turchi fallirono la qualificazione al Mondiale di Russia. Ebbero anche loro una Svezia. E stasera anche loro cercano una rivincita.