L’ingresso nel mese di febbraio sancisce per l’Inter la fine di una trattativa per la cessione delle quote societarie tra Suning e Bc Partners. Le valutazioni di base sono troppo lontane, a periodo di esclusiva concluso la proprietà nerazzurra si è svincolata prima ancora che arrivasse la vera e propria offerta ufficiale. Una frattura improvvisa, sebbene nei giorni scorsi fossero emerse le difficoltà da parte del fondo per...

L’ingresso nel mese di febbraio sancisce per l’Inter la fine di una trattativa per la cessione delle quote societarie tra Suning e Bc Partners. Le valutazioni di base sono troppo lontane, a periodo di esclusiva concluso la proprietà nerazzurra si è svincolata prima ancora che arrivasse la vera e propria offerta ufficiale. Una frattura improvvisa, sebbene nei giorni scorsi fossero emerse le difficoltà da parte del fondo per portare avanti una due diligence definita sempre molto complessa da fonti vicine a Bc. I londinesi, tramite il co-head Nikos Stathopoulos, dovrebbero comunque presentare l’offerta, con speranze molto ridotte di poter rimettere assieme i cocci di un rapporto compromesso tra le parti.

A questo punto a farsi strada sono le ipotesi dei fondi che si erano messi alla finestra in attesa della fine dell’esclusiva. Tra questi gli svedesi di Eqt e gli americani di Ares sembrano aver fatto dei passi in avanti importanti in direzione di Suning. In ogni caso il problema è quello di riuscire ad agire nei tempi più stretti possibili. La società deve rispettare una serie di scadenze, pur avendo trovato un accordo con i tesserati per rinviare gli emolumenti di novembre e dicembre per il quale il termine ultimo è il 16 febbraio. Solo nei giorni scorsi sono stati versati quelli di luglio e agosto, se non si riuscirà a regolarizzare la situazione entro la fine di marzo bisognerà trovare un accordo anche con l’Uefa, che prevede sanzioni fino all’esclusione dalle competizioni europee per chi non ottempera agli obblighi contrattuali o presenta dei mancati pagamenti verso altre società (nel caso dell’Inter la prima rata dei 40 milioni promessi al Real per Hakimi, rinviati proprio al 31 marzo grazie a un accordo Marotta-Perez). Una due diligence per un affare di centinaia di milioni può però portare via anche un paio di mesi, il che significa poter arrivare molto vicino al momento in cui i nodi verranno al pettine. Questo a meno che non si trovi un accordo di fondo in maniera rapida che possa consentire a Suning di uscire di scena col minimo contraccolpo economico. Scenario ritenuto impossibile nella trattativa con Bc Partners.

Mattia Todisco