di Paolo Franci In questo Europeo ci sono viaggi nel tempo che rubano gli occhi e il cuore. L’abbraccio tra Vialli e Mancini che proietta sullo sfondo la sorridente immagine di Paolo Mantovani e della sua bellissima Samp. Eppoi le meravigliose fiabe di padre in figlio, come quella di Peter e Kasper Schmeichel, eroi dei due mondi del pallone danese colpito duro nel suo uomo simbolo, Chris Eriksen, ma anche per questo in fantastica impennata. E soprattutto di Enrico e Federico Chiesa, perchè qui il viaggio nel tempo è un salto triplo nelle straordinarie coincidenze. Fede che impugna la partita e la spacca come una stecca da biliardo si sovrappone all’immagine di suo papà Enrico che, 25 anni prima all’Europeo inglese la fece...

di Paolo Franci

In questo Europeo ci sono viaggi nel tempo che rubano gli occhi e il cuore. L’abbraccio tra Vialli e Mancini che proietta sullo sfondo la sorridente immagine di Paolo Mantovani e della sua bellissima Samp. Eppoi le meravigliose fiabe di padre in figlio, come quella di Peter e Kasper Schmeichel, eroi dei due mondi del pallone danese colpito duro nel suo uomo simbolo, Chris Eriksen, ma anche per questo in fantastica impennata. E soprattutto di Enrico e Federico Chiesa, perchè qui il viaggio nel tempo è un salto triplo nelle straordinarie coincidenze.

Fede che impugna la partita e la spacca come una stecca da biliardo si sovrappone all’immagine di suo papà Enrico che, 25 anni prima all’Europeo inglese la fece grossa. Sì, anche lui . Non come quella di Fede, ma insomma, un bel ricordare. Basta impostare la data e tornare al 14 giugno del 1996. E’ un venerdì. Dieci giorni dopo Michael Johnson stabilirà il nuovo record del mondo sui 200 metri con 19,66 e sei giorni più tardi la Germaia sarà campione d’Europa battendo la Repubblica Ceca al golden gol, quell’idiozia che quattro anni dopo ci costerà l’Europeo con la Francia.

Alla Repubblica Ceca finalista, papà Enrico fece gol. E’ l’Europeo post Mondiale del ’94. Arrigo Sacchi è il ct che dopo la vittoria con la Russia per 2-1 decide per l’ampio turn over - altro incrocio: il turn over è stata fin qui l’arma in più di Mancini e fu ghigliottina per Arrigo - e mette seduti Del Piero, Di Livio, Zola e Casiraghi. Tra quelli che ne prendono il posto c’è Enrico Chiesa che su assist di Fuser fa gol e pareggia quello di Nedved. Poi Apolloni si fa cacciare e il resto è storia ed eliminazione ai gironi dopo il pari con la Germania. Però Enrico segna così come ha fatto suo figlio Fede 25 anni dopo. Un gol da almanacco e niente di più che improvvisamente, come un quadro di un artista che all’improvviso s’impenna nelle quotazioni d’asta , quel gol diventa ’Il Gol’. Perchè mai nella storia dell’Europeo è accaduto che padre e figlio siano andati in rete. Un record, un altro della magica scia azzurra. Eppoi, vogliamo ricordare che Fede è nato a Genova quando Enrico militava nella Samp? Giusto per tornare a quel viaggio nel tempo.

Fede Chiesa, che pure è stato protagonista di lampi accecanti nella Juve di Pirlo che via via si stava sgonfiando in Champions è a un bivio importante della carriera. Dopo aver subito il sorpasso di Berardi nelle gerarchie del Mancio la strepitosa notte di Wembley - con Mimmo assai opaco - lo piazza ora in zona controsorpasso. Papà Enrico e Fede sanno perfettamente che questo Europeo potrebbe essere quello della consacrazione. Dopo essersi rivelato come uno dei migliori talenti degli ultimi anni nella Fiorentina, Chiesa si è un po’ fermato, pur migliorato molto sotto porta, proprio la carenza che il Mancio gli chiedeva di colmare.

D’altra parte, a 23 anni è il momento di decidere se sei un giocatore forte o qualcosa in più. Perchè quella è l’età degli eroi del pallone. A 23 anni, RobyBaggio giocava il primo Mondiale segnando un gol meraviglioso alla Cecoslovacchia. Alla stessa età, Totti decideva di diventare una stella del pallone col cucchiaio a Van der Sar all’Europeo del 2000 perso (rieccoci con la macchina del tempo) per il golden gol di Wiltord, ma giocato da protagonista. E, ancora, se vogliamo disegnare la rotta verso il mondo Juve, si atterra sui gloriosi 23 anni di Alex Del Piero. Beh, lui all’età di Fede aveva già vinto la Champions League dopo aver giocato due finali e segnando pure uno strepitoso gol di tacco.

Quindi per Fede il futuro è adesso. Ora. In questo Europeo che può cambiare tutto quel che a un certo punto non sembrava più.