Jannik Sinner, 19 anni, con la semifinale di Miami sale virtualmente al numero 24 Atp
Jannik Sinner, 19 anni, con la semifinale di Miami sale virtualmente al numero 24 Atp
La forza della solidità – quella di un 19enne che sta scalando vertiginosamente le classifiche mondiali, tanto da essere già virtualmente numero 24 – che batte l’estro cristallino ma ondivago del suo sfidante. Jannik Sinner batte il kazako Alexander Bublik e approda alle semifinali dell’Atp 1000 di Miami (siamo appena un gradino sotto i tornei dello...

La forza della solidità – quella di un 19enne che sta scalando vertiginosamente le classifiche mondiali, tanto da essere già virtualmente numero 24 – che batte l’estro cristallino ma ondivago del suo sfidante. Jannik Sinner batte il kazako Alexander Bublik e approda alle semifinali dell’Atp 1000 di Miami (siamo appena un gradino sotto i tornei dello Slam) in cui affronterà il vincente di Medvedev-Bautista Agut. I bookmakers davano favorito Jannik, vincitore su Bublik un paio di settimane prima a Dubai in tre set. Ma non è stato affatto facile sul Grandstand arrivare a un risultato tanto prestigioso. Nel primo set, Jannik ha avuto la freddezza di reagire al break precoce di Bublik, e a scardinare passo passo la sua tattica di gara totalmente eccentrica e imperscrutabile, a partire dai suoi saltuari servizi... dal basso. Sotto 5-3 e 5-3 nel tie-break, l’altoatesino ha cambiato marcia vincendo il primo set 7-6.

Nel secondo ancora un break subito e ancora il cambio di marcia dell’azzurro, che si riporta in equilibrio e riesce pure ad annullare 5 palle break nel quinto game per poi involarsi e chiudere 6-4. Ora Jannik domani può presentarsi alla semifinale senza timori reverenziali. Del resto, quanto sia talentuoso e solido al tempo stesso si è visto anche ieri, in un match caratterizzato dai troppi errori in avvio e ricostruito a forza di colpi vincenti. L’ultimo italiano in semifinale a Miami era stato Fognini nel 2017. Sembrava un’impresa difficile da eguagliare. E invece Sinner lo ha fatto, con grande naturalezza, ed è il sesto azzurro di sempre a riuscirci. E’ la prima volta in una semi di un ‘1000’, e la sensazione è quella di una favola ai primissimi capitoli. "Non sei umano", gli ha detto sorridente Bublik stringendogli la mano a fine incontro.

Paolo Grilli