di Angelo Costa Si marcano, si annusano, si tengono d’occhio, chissà se si seguono persino in bagno: fra Bernal e Evenepoel è ormai duello quotidiano, in attesa di una tappa per suonarsele. Eccola qua, il Giro la serve subito nell’Aquilano, cinque salite con l’ascesa finale a Campo Felice, oltre quota millesei: di quelle affrontate finora, la più complicata. Si arriva sulle piste da sci, con un chilometro e mezzo di sterrato laddove d’inverno c’è la neve: esame sincero, di quelli che lascerà una traccia. Al primo incrocio di classifica il Giro si...

di Angelo Costa

Si marcano, si annusano, si tengono d’occhio, chissà se si seguono persino in bagno: fra Bernal e Evenepoel è ormai duello quotidiano, in attesa di una tappa per suonarsele. Eccola qua, il Giro la serve subito nell’Aquilano, cinque salite con l’ascesa finale a Campo Felice, oltre quota millesei: di quelle affrontate finora, la più complicata. Si arriva sulle piste da sci, con un chilometro e mezzo di sterrato laddove d’inverno c’è la neve: esame sincero, di quelli che lascerà una traccia.

Al primo incrocio di classifica il Giro si presenta con un reuccio inedito, Attila Valter, gli attesi duellanti e un discreto esercito di candidati al ruolo di terzo incomodo. Fra questi ovviamente c’è anche il vecchio Nibali, al quale oltre alla salute fa un po’ difetto anche la fortuna: al traguardo si presenta insieme al resto della nobiltà, dopo un viaggio in cui gli succede di tutto. "Prima una foratura, poi una scivolata in curva nell’attraversamento di un paese: il mio Giro iniziato in salita non migliora", dice lo Squalo un po’ ammaccato, Senza prometter altro che difesa: "Gira così, bisogna farsene una ragione. Andiamo avanti, abbiamo Ciccone che va forte, è giusto stargli vicino", dice augurandosi che la sorte non gli presenti altri conti. Che i conti si debbano fare con gli altri due convalescenti lo dice chiaramente la classifica: Evenepoel ha un pugno di secondi su Bernal e sarebbe lui a guidare la classifica se non fosse saltato fuori un po’ a sorpresa l’Attila ungherese che finalmente anche in tv hanno imparato a pronunciare come si deve. Anche il giovin signore è curioso di avere indicazioni sul presente e un po’ anche sul futuro di questo Giro, intanto si gode un’altra giornata in rosa, "perfetta e senza rischi", oltre all’improvvisa popolarità su giornali e tv del suo Paese.

Una stella è da tempo a casa sua e non solo anche Evenepoel, seguito con particolare attenzione in questa campagna d’Italia dai suoi connazionali e non solo perché il Giro non lo vincono da oltre 40 anni: c’è voglia di capire come stia il bimbo prodigio dopo nove mesi senza corse. Da quel che si è visto finora sembra benone e lui stesso non fa nulla per nasconderlo. "Ogni giorno che passa mi sento meglio, sono contento e anche un po’ sorpreso di come sto andando in salita. Ora ci aspetta un gran bel duello, Bernal sta bene ed è motivato. Il mio primo obiettivo è non avere inconvenienti e farmi trovar pronto per i giorni decisivi, perché non so come starò dalla seconda settimana in poi".

Non lo sa Evenepoel, non lo sa nemmeno Bernal, che a dispetto di una schiena cigolante fin qui non si è tirato indietro: è ciò che ha reso bello un Giro che con lo spirito di questi duellanti, faccia a faccia già dalla prima settimana, di qui in avanti rischia persino di diventar bellissimo.